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DONNE SENESI NEI SECOLI: MARIETTA PICCOLOMINI

News inserita il 08-09-2015 - Oksiena

Il bel canto del Risorgimento, un esempio di virtù e forza.

E ancora, ripercorrendo un po’ la storia a ritroso, arrivando quindi a metà del 1800, troviamo Marietta Piccolomini, il bel canto del Risorgimento senese, nota soprattutto per le sue doti di soprano che la condussero dalla sua natia Siena, a Firenze, a Roma, a Londra, a Parigi e persino in America. Il suo repertorio era vastissimo da Donizzetti a Paisello, Balfe e soprattutto Verdi, compositore che l’aveva sempre molto apprezzata tanto da farle interpretare la sua opera principe, con cui ella è poi passata alla storia, "La Traviata".

Marietta mostrò un carattere deciso e forte nel perseguire la sua carriera da soprano, infatti di fronte alla nobile famiglia senese dei Piccolomini, assolutamente contraria di fronte alla scelta della figlia di intraprendere la vita artistica, ella si contrappose in maniera così convincente tanto da persuadere tutti, sin da piccoli, a lasciarle vivere il suo sogno, diventato poi una solida realtà.

Venne così affidata alle cure di Pietro Romani, direttore, compositore e insegnante di canto all’Accademia delle Belle Arti di Firenze e proprio in quel periodo, nel novembre del 1852, nel "Poliuto" di Donizzetti, una giovane Marietta fece il suo debutto nel mondo della musica e del teatro.

Sicuramente a Londra, tra le tantissime opere da lei rappresentate, è ricordata per aver cantato, oltre che nella "Traviata", oramai diventato il suo cavallo di battaglia dopo aver conosciuto Verdi, anche nella "Lucia di Lammermoor" e a Parigi sublime è il  suo ricordo, che si legge in molto epistole che le sono state inviate da grandi compositori.

Nel 1860 la vita della nobildonna e soprana, cambiò. Sposò il Marchese Francesco Caetani della Fargna e lasciò le scene cantando saltuariamente e per beneficienza. Insieme vissero tra Firenze, dove era il loro domicilio, e Città della Pieve dove era la dimora storica della famiglia. Nacquero cinque figli: Luisa nel 1861, Carlo nel 1862, Teresa nel 1864, Rita nel 1865 e Maria Concetta nel 1869. Marietta condusse un’esistenza riservata che non le risparmiò il terribile strazio della morte prematura e tragica del figlio Carlo nel 1893.

Chiara Lenzini

 

 

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