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STORIA DEL PALIO: QUANDO LA VITTORIA SI DECIDE AL BANDIERINO

News inserita il 04-07-2019 - Palio - Rubrica Storia del Palio

I più emozionanti arrivi al fotofinish dal dopoguerra ad oggi.

La vittoria al fotofinish della Giraffa nella recente carriera di luglio ci fornisce lo spunto per andare a ritrovare tutti quei Palii che, dal dopoguerra ad oggi, si sono risolti negli ultimi metri o addirittura, come accaduto pochi giorni or sono, nei pressi del bandierino, alcuni dei quali hanno visto come protagonista vittoriosa proprio la contrada di Provenzano. La nostra carrellata parte dallo straordinario del 28 maggio 1950, vinto dalla scossa Gaia nel Montone. Il suo fantino, Ganascia, cadde all’ultimo Casato impanciando Tripolino della Lupa che conduceva la corsa, ma Gaia, vistosamente claudicante, riuscì comunque ad imporsi. Passarono pochi anni e, nell’agosto 1954, un’altra scossa, la mitica Gaudenzia, dalla quale era caduto Veleno, fece felice all’ultimo tuffo  il popolo giraffino, regalando altresì un grosso dispiacere al suo allenatore Vittorino che, montando Rosella per i colori del Nicchio, già assaporava il gusto della vittoria. Gli anni ’60 ci regalarono il bel duello tra Canapetta e Ciancone nel turbolento Palio del 17 agosto 1966, con il primo che a suon di nerbate e parate riuscì a riportare il cencio in San Marco montando Beatrice, respingendo sin sul traguardo tutti gli attacchi del rientrante Gentili nell’Onda su Sambrina. Gli anni ’70 furono ricchi di arrivi al cardiopalma: il primo di essi fu quello dell’agosto 71 quando fu ancora Giraffa, grazie al guizzo finale di Orbello, barbero specialista delle vittorie all’ultimo giro, che con Bazza in groppa,  superarono nel finale Rondone e Musella nella Tartuca. Clamoroso e fortemente discusso fu l’arrivo dell’agosto ’73 con tre cavalli racchiusi in un fazzoletto; la spuntò Panezio scosso (lo montava Ercolino) per i colori dell’Aquila, che difese a morsi la sua posizione dal finish interno di un altro scosso, il compagno di scuderia Marco Polo, e dall’attacco esterno di Rondone e Orbello nella Chiocciola. La contrada di San Marco si rifece però il 17 agosto 1975 grazie a Panezio ed Aceto, abili a sfruttare il contatto all’ultimo Casato tra le duellanti Montone, con Canapino e Rimini, e Bruco, con Rucola e Marasma, per acciuffare poi la contrada dei Servi sul bandierino. Incredibile anche l’arrivo della drammatica carriera del 4 luglio 1979: il prolungato duello a suon di sorpassi tra Grinta su Flash Royal nel Drago e Quebel e Tremoto nella Civetta si risolse a favore di questi ultimi, con altre tre contrade racchiuse nel giro di una lunghezza. Nel luglio 1983 fu il turno del Leocorno con il grande Benito, che al secondo Casato aveva disarcionato Bastiano, ad interrompere sul più bello i sogni di gloria di Ascaro e del Pesse nel Bruco. Nel luglio 1986 invece, l’incredibile progressione di Ogiva e Falchino, che fino al giro precedente erano ultimi e staccati dal resto del gruppo, si concretizzò a pochi metri dal bandierino, consentendo così al Drago di riassaporare il successo dopo un ventennio in uno dei Palii più spettacolari degli ultimi anni. Il XXI secolo si è aperto, nel luglio 2001, con il successo dello scosso Ugo Sancez nel Leocorno, dal quale era caduto Trecciolino, che fu capace di superare gli esordienti Attilax e Velluto nella Giraffa dopo l’ultimo Casato e di contenere il tardivo finale di Alanis e Cianchino nella Civetta. 10 mesi più tardi, ancora Ugo Sancez protagonista, stavolta montato da Dè, bravi a sfruttare dell’incredibile errore di Salasso su Zilata Usa nell’Onda al colonnino del Casato per riportare il Palio nell’Istrice. Arrivo indecifrabile anche nel luglio 2004: Velluto nel Bruco e Salasso nella Giraffa caddero assieme all’ultimo San Martino rispettivamente da Vai Go e da Donosu Tou; il barbero del Bruco proseguì in testa ma all’ultimo Casato trovò nello scosso dell’Oca, indietro di un giro, un ostacolo evidente che finì con l’intralciare anche la Pantera ed il Drago che arrivavano forte. Donosu Tou fu il più abile ad evitare tale traffico e tagliò per primo il bandierino. I contradaioli della Pantera non potranno mai dimenticare l’arrivo del Palio del luglio 2006, vinto da Brio su Choci ai danni dell’Aquila con Ellery e Lo Zedde che avevano dominato sin lì la carriera. Nella carriera del 2 luglio 2007, inutile fu il gran finale di Brio e Dostoevskij nel Nicchio. La vittoria andò all’Oca con Tittia e Fedora Saura, in un Palio caratterizzato dal caldissimo dopo corsa, a causa dell’inopinata apparizione, anche se per pochi minuti, alle trifore di Palazzo della bandiera del Nicchio. Gli stessi protagonisti dell’arrivo di martedì scorso si dettero battaglia anche nell’agosto 2012; in quell’occasione la spuntò Scompiglio su Lo Specialista nel Montone che al termine di tre giri magistrali si salvò dall’attacco finale del Tittia su Indianos nella Tartuca. L’ultima carriera che andiamo ad analizzare fu quella del luglio 2013, vinta dall’Oca con Tittia e Guess che, in un finale rocambolesco, riuscì a difendersi dall’affondo di Brio e Indianos nella Lupa e dal ritorno esterno dello scosso Pestifero con la spennacchiera della Pantera.

Davide Donnini                                                                                                              

Foto tratta dal sito www.ilpalio.org

 

 

 

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