Il Consiglio regionale approva la risoluzione che apre il percorso verso una legge organica contro sfruttamento lavorativo e lavoro irregolare in agricoltura

La Toscana compie un nuovo passo nella lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. La Flai Cgil Toscana, insieme alle strutture territoriali di Siena e Grosseto, ha espresso soddisfazione per l’approvazione della risoluzione del Consiglio regionale che apre ufficialmente il percorso verso una legge organica dedicata al contrasto del lavoro irregolare nei campi.
Secondo il sindacato, il provvedimento rappresenta il risultato di un lavoro avviato nei mesi scorsi grazie alle “Brigate del Lavoro”, la campagna promossa dalla Flai Cgil tra settembre e ottobre 2025 nelle aree dell’Amiata grossetana e della Valdichiana senese. L’iniziativa ha permesso di incontrare oltre 1.200 lavoratori agricoli impiegati nei campi, facendo emergere situazioni di forte vulnerabilità e possibili casi di sfruttamento.
Le segnalazioni raccolte hanno portato all’intervento delle Prefetture di Siena e Grosseto, che hanno convocato congiuntamente il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre all’attenzione della Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato.
La risoluzione, presentata dal Partito Democratico e approvata dal Consiglio regionale, impegna la Regione Toscana a rafforzare i protocolli territoriali, migliorare il coordinamento tra Prefetture, enti locali e parti sociali e introdurre strumenti di controllo più incisivi. Tra le misure indicate figurano checklist sugli appalti agricoli, indici di coerenza tra manodopera dichiarata e capacità produttiva delle aziende, notifiche obbligatorie per i contratti di appalto e sperimentazioni di collocamento pubblico supportate da mediatori culturali.
Per la Flai Cgil si tratta di un passaggio importante non solo per la tutela dei lavoratori stagionali, ma anche per la salvaguardia delle imprese agricole regolari, penalizzate dalla concorrenza sleale generata dal lavoro nero e dal caporalato.
«La Maremma, l’Amiata e la Valdichiana sono territori simbolo di produzioni agricole di qualità esportate in tutto il mondo – dichiarano Paolo Rossi e Andrea Biagianti, segretari generali della Flai Cgil di Grosseto e Siena –. Difendere i diritti dei lavoratori significa anche proteggere le aziende sane e il valore delle produzioni locali».
Il sindacato chiede ora di trasformare rapidamente gli indirizzi politici in misure concrete, rafforzando il ruolo delle Sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità previste dalla legge 199 del 2016.
«Quello approvato dalla Regione è un ulteriore tassello di un percorso già avviato – sottolinea Mirko Borselli, segretario generale della Flai Cgil Toscana –. Servono strumenti efficaci di controllo sugli appalti e criteri rigorosi per prevenire lo sfruttamento. È necessario consolidare quanto fatto finora e rendere strutturali le azioni di contrasto al caporalato in tutta la Toscana».





































