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ASL SUD EST, ANAAO: "RIORGANIZZARE SENZA PENALIZZARE MEDICI E CITTADINI"

News inserita il - Toscana

Il sindacato interviene sulla riorganizzazione della rete chirurgica: tecnologie accessibili, tutela della professionalità e mobilità volontaria tra le condizioni indicate

ASL SUD EST, ANAAO: "RIORGANIZZARE SENZA PENALIZZARE MEDICI E CITTADINI"

La riorganizzazione della rete ospedaliera chirurgica dell’Asl sud est può rappresentare un passaggio importante per il territorio, ma dovrà garantire adeguate tutele sia ai professionisti sia ai cittadini. È la posizione di Anaao Assomed sulla delibera recentemente varata dall’uscente direttore generale Marco Torre, che punta a indirizzare l’attività chirurgica dei diversi presidi dell’Azienda sulla base della complessità e del case-mix.

Secondo il sindacato, di fronte alle esigenze di sostenibilità del Servizio sanitario regionale, ai cambiamenti demografici, all’evoluzione tecnologica e scientifica e alla necessità di una maggiore appropriatezza clinica e organizzativa, la governance non può limitarsi alla difesa di assetti consolidati nel tempo ma non più sostenibili.

Anaao Assomed ritiene che un'organizzazione fondata su una logica di integrazione tra centri Hub e presidi di prossimità possa contribuire a garantire sicurezza delle cure, risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini e una maggiore qualità del lavoro dei professionisti. Il sindacato pone però alcune condizioni, chiedendo che il nuovo modello organizzativo sia accompagnato da precise garanzie per i medici e per le comunità periferiche.

Due, in particolare, sono i punti considerati irrinunciabili: l’accesso equo alle tecnologie più avanzate per tutti i professionisti e la tutela della casistica, affinché la riorganizzazione diventi anche un’occasione di crescita professionale e di ampliamento dell’esperienza.

Un altro nodo riguarda la mobilità del personale. Per Anaao dovrà essere volontaria, incentivata e finalizzata alla crescita professionale, evitando imposizioni che potrebbero aumentare la demotivazione e favorire l’abbandono delle strutture. Il passaggio dagli ospedali periferici agli Hub, e viceversa, dovrebbe quindi rappresentare un’opportunità valorizzata dall’Azienda e non trasformarsi in un ulteriore peso burocratico per i dirigenti medici.

In questa prospettiva, l’accesso alle tecnologie più avanzate e la circolazione bidirezionale delle competenze tra gli ospedali dell’Azienda dovranno fondarsi, secondo il sindacato, su regole condivise, moderne ed efficienti.

La definizione delle attività delle diverse sedi sulla base dei bacini di utenza, della complessità della casistica e dei posti letto potrebbe inoltre consentire di individuare le sale operatorie Hub e favorire un utilizzo appropriato degli spazi e delle tecnologie. Il modello, sostiene Anaao, dovrebbe offrire possibilità di formazione e crescita anche ai professionisti degli ospedali di prossimità, evitando così il temuto svuotamento delle strutture periferiche.

Per superare timori e posizioni pregiudiziali, il sindacato auspica quindi che prosegua il confronto tra Azienda e professionisti sui passaggi più delicati della riorganizzazione, con il coinvolgimento degli interlocutori istituzionali, a partire dalle organizzazioni sindacali e dalle amministrazioni locali.

Anaao, che si definisce il sindacato maggiormente rappresentativo della dirigenza medica e sanitaria, ribadisce la propria disponibilità al confronto con tutti gli attori coinvolti, comprese le amministrazioni locali, che secondo l’organizzazione dovrebbero ascoltare i rappresentanti dei professionisti prima di assumere posizioni definitive.

L’obiettivo indicato è comune: contrastare la desertificazione professionale delle periferie e la migrazione forzata dei pazienti, costruendo un’offerta sanitaria fondata sulla qualità e sull’appropriatezza.

Rivedere il modello organizzativo sanitario, conclude Anaao, significa misurare l’efficienza dei servizi senza perdere di vista la tutela dei professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento della sanità. Su questo aspetto il sindacato annuncia una posizione «inflessibile».

 

 

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