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ABBADIA FUTURA: "IN ARRIVO 30 PROFUGHI, UN FATTO CHE NON LASCIA INDIFFERENTI"

News inserita il 06-03-2016 - Abbadia

"Non vogliamo mettere in discussione il principio dell’accoglienza ma riflettere piuttosto sulla nostra situazione locale" (Abbadianews).

La notizia che circolava per il paese nei giorni passati si è rivelata esatta: trenta profughi saranno trasferiti nel nostro Comune in una storica struttura alberghiera.

E’ un fatto che non lascia indifferenti e che fa molto pensare sulla situazione disastrosa che stiamo vivendo sotto tutti i fronti, compreso quello turistico. Non vogliamo mettere in discussione il principio dell’accoglienza – se questa è gestita onestamente e correttamente nei confronti di tutti – ma riflettere piuttosto sulla nostra situazione locale, su ciò che trascina un albergatore a compiere scelte del genere, dalle inevitabili ripercussioni anche sulla collettività. Si tratta del fallimento totale di tutti i programmi vuoti di rilancio turistico della zona, si tratta della prova lampante della mancanza di prospettive di alcuni privati e del menefreghismo politico verso una delle risorse più importanti e potenzialmente vincenti di un territorio come il nostro.

Cosa succederà se anche altre strutture ricettive emuleranno tale scelta e al posto che rinnovarsi si predisporranno a tal fine? Quali saranno gli effetti? Sarebbe un altro colpo duro per la nostra economia che si basa fortemente sul commercio e sulle attività alberghiere e ristorative. Ma Abbadia senza turismo, senza giro di persone che comprano nei negozi, senza utenti negli alberghi che lasciano ricchezza nel paese non ha futuro. Ci chiediamo a questo punto che ne pensa l’amministrazione comunale sulla vicenda, se ha intenzione di occuparsi anche di turismo (sa cos’è?) e di valorizzazione dell’area. Quali sono i piani per il rilancio delle attività produttive? Purtroppo conosciamo già la risposta e sappiamo che le energie sono proiettate verso ben altre mete, come l’organizzazione di convegni geotermici per convincerci ad accettare qualcosa che non vuole più nessuno in Toscana, a partire dai sindaci di zone pregiate come la nostra.

Abbadia purtroppo è diventata il luogo che concentra non più le eccellenze e la qualità, ma tutto ciò che non vuole nessun altro (discarica, permessi di ricerca geotermici, profughi…). La tristezza è tanta, così come la rabbia generale che non deve trasformarsi in rassegnazione ma in ribellione al destino imposto e agli accanimenti nei confronti di una terra che non merita di essere calpestata in tale modo. Nel settembre 2015 sui giornali si parlava del sindaco di Capoliveri (Isola del Giglio) che, alla notizia di un presunto arrivo di immigrati nel suo Comune, vedeva minacciata la vocazione turisticadell’isola battendosi fortemente per mandarli tutti sull’Amiata perché “disabitata”.

Sembra che in parte sia stato ascoltato. Ripetiamo che non bisogna essere chiusi all’accoglienza ma va scongiurato il pericolo che la nostra attuale, svantaggiata situazione non diventi il pretesto per fare di Abbadia un luogo idoneo per gestire tali emergenze, perché i problemi vanno risolti insieme e in egual misura. Noi non ci stancheremo mai di ribellarci a chi pensa di trattarci come la zona da sacrificare della Toscana. All’amministrazione comunale rivolgiamo l’invito ad avere anch’essa il coraggio di non tenere più il piede in due staffe; non può esserci sviluppo se si sceglie lo sfruttamento, la mono-economia geotermoelettrica, se non si danno segnali forti alle attività produttive.

Qualcosa di buono starebbe per partire con il tanto sospirato rientro di Abbadia nel percorso ufficiale della Via Francigena; aspetto importante che non può trovare terreno fertile in una cornice come questa, così declassata e minacciata. Perciò deve cambiare perché i progetti su cui lavorare per la valorizzazione delle nostre risorse qualitative ci sono e sono ancora tanti. Come Lista Civicareclamiamo un ravvedimento che porti alla definitiva presa di distanza da ogni esasperato e ulteriore sfruttamento di un territorio che ha già dato troppo, per non attirare nuove criticità e sentire finalmente parlare di Montagna, di Natura, Cultura, Biodiversità, di Orgoglio. Per noi ha più senso un convegno di due giorni su questi temi piuttosto che sulle cosiddette buone geotermie (dipende per chi) che la dice lunga su quali siano le vere priorità della maggioranza in Comune. Essendo arrivati veramente all’ultimo bivio fra il sottosviluppo cronico e il rinnovamento, invitiamo tutti a essere uniti per lavorare in sinergia verso la chiusura definitiva delle politiche fallimentari che ci hanno portato in questa drammatica situazione.

Lista civica Abbadia Futura

Fonte: www.abbadianews.it

 

 

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