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"MENSA TROPPO CARA", BAMBINO TRASFERITO DA SCUOLA DI SIENA A MONTERONI

News inserita il 06-10-2022

Il collettivo genitori la chiama la prima sconfitta. Sì, perché un bambino che lascia la scuola e cambia sede a causa di un problema come quello del costo della mensa aumentata di due euro al giorno è comunque, secondo loro, ''una sconfitta per tutti''. E anche la via del pranzo portato nello zaino da casa non è ritenuta percorribile dalle scuole, sembra a causa delle norme vigenti su come servire e consumare i pasti.

''Ci siamo trovati alle porte del nuovo anno scolastico con un costo giornaliero di 8 euro da pagare  - racconta Mimma Di Michele -, così abbiamo fatto richiesta alla scuola che era di appartenenza di nostro figlio, Giovanni Duprè, per poter consumare il pasto domestico, quindi abbattere un costo per noi enorme e garantire la prosecuzione del percorso scolastico del bambino.
La risposta purtroppo è stata negativa, giustificata dall’impossibilità di acconsentire alla richiesta per via della normativa vigente in materia di consumo dei pasti scolastici.
Nella mia famiglia è iniziato un lungo e farraginoso percorso di riflessione: lasciamo il bimbo ancora nella sua classe in attesa di un cambiamento? E se poi non succede?
Lo consideriamo un pacchetto da trasferire all’occorrenza? Allora abbiamo compiuto un gesto di coraggio e di assunzione delle nostre capacità e responsabilità e abbiamo chiesto il nulla osta ad inizio anno, per evitare almeno che il passaggio ad altra scuola avvenisse in corso d’anno. E il bambino è tornato alla scuola di Monteroni, dove risiediamo''.
Pensate che questo possa influenzare il percorso scolastico di vostro figlio?
L’effetto della nostra decisione ricade principalmente su un bambino di nemmeno 8 anni, al quale abbiamo dovuto spiegare che siccome vive a meno di un km da Siena per lui la mensa è più salata, che noi genitori dobbiamo e vogliamo assolvere all’obbligo scolastico ma le stesse istituzioni che ce lo impongono non ci mettono in condizione di farlo, abbiamo dovuto spiegare che devi fartene una ragione di non poter vedere ogni giorno i tuoi compagni di classe con i quali avevi costruito importanti amicizie, cambiare maestre e scuola per un problema economico.
Evitiamo, per rispetto di nostro figlio, di raccontare le sue reazioni emotive, ma vogliamo invece scrivere un commento di ordine pratico che ha fatto alla spicciola età di 8 anni appena: “ Certo che se a Monteroni un bambino paga 80/90 euro al mese non mi sembra proprio il caso che a me ne chiedano 180 , quasi 100 euro in più, sono davvero troppi!''
Questa la possiamo definire inclusione scolastica in età di scuola dell’obbligo? Possibile che lo capisca un bambino e non gli adulti?''
La riflessione di Mimma Di Michele è sicuramente di quel tipo che fa pensare un po' tutti. E secondo il collettivo genitori questa decisione potrebbe riguardare anche altre famiglie presto, in quanto il costo della mensa è ritenuto troppo alto per molti.

''La testimonianza della mia famiglia è rivolta a chi ancora può fare altre scelte, che le amministrazioni e i dirigenti scolastici trovino una soluzione per i bambini e le famiglie come noi coinvolte, perché le oltre 100 famiglie di non residenti non debbano fare come noi questa scelta estrema.
Detto ciò siamo grati di aver trovato una collocazione a Monteroni per il bimbo e dell’ accoglienza a lui riservata da tutti nella nuova scuola''.

Annalisa Coppolaro

 

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