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SCIENZE DELLA VITA, DA SIENA UNA STRATEGIA NAZIONALE PER I GIOVANI RICERCATORI

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Di Pietra punta su talenti, ricerca di base e intelligenza artificiale europea

SCIENZE DELLA VITA, DA SIENA UNA STRATEGIA NAZIONALE PER I GIOVANI RICERCATORI

Investire nei giovani ricercatori, rafforzare la ricerca di base e sviluppare un’intelligenza artificiale nazionale o europea sono le priorità indicate da Roberto Di Pietra, rettore dell’Università di Siena, in un’intervista a Biotech Italia News, testata della Fondazione Biotecnopolo di Siena. La strategia si inserisce nella collaborazione tra Ateneo e Fondazione, orientata a collegare formazione, innovazione scientifica e nuove opportunità di cura.

Secondo Di Pietra, le scienze della vita stanno attraversando una trasformazione metodologica e tecnologica. La ricerca si sviluppa sempre più attraverso grandi gruppi e reti nazionali e internazionali, basati sulla collaborazione tra discipline diverse. A questo cambiamento si accompagna la diffusione delle tecnologie digitali, della robotica, della microrobotica e dell’intelligenza artificiale.

Per rafforzare la competitività scientifica dell’Italia, il rettore distingue due obiettivi. Nel medio periodo, il Paese e l’Unione europea devono colmare il ritardo tecnologico sviluppando sistemi di intelligenza artificiale propri, riducendo la dipendenza da tecnologie esterne. Nel lungo periodo, invece, il progresso dipenderà dalla capacità di produrre ricerca di base realmente innovativa, da cui possano nascere nuove applicazioni. Senza questo investimento, l’Italia rischia di continuare a inseguire i Paesi che sviluppano conoscenze teoriche avanzate.

In questo scenario, le università hanno un ruolo centrale nella produzione e nella trasmissione del sapere. Di Pietra sottolinea che il loro compito non deve ridursi alla formazione professionale: gli atenei devono anzitutto formare persone, sviluppandone conoscenze e competenze. Una preparazione troppo legata alle esigenze immediate del mercato del lavoro rischierebbe infatti di diventare rapidamente superata. Le università pubbliche devono anche rendere la ricerca di base una risorsa per il sistema produttivo e per lo sviluppo culturale del Paese.

La dimensione internazionale è ormai indispensabile sia per la ricerca sia per la formazione. Gli atenei devono rafforzare gli accordi con istituzioni straniere, partecipare a reti scientifiche e promuovere percorsi di studio e ricerca condivisi con enti e imprese, tenendo conto di un mercato del lavoro sempre più internazionale.

Per attrarre e trattenere i talenti, Di Pietra propone un cambiamento che parta dall’innovazione della didattica e coinvolga le opportunità di ricerca. Servono borse di studio meglio remunerate, finanziamenti comparabili a quelli europei e maggiori investimenti governativi. Occorre anche semplificare le regole, soprattutto quelle relative ai dottorati, per rendere il sistema universitario italiano più flessibile e competitivo.

L’intervista precede l’evento nazionale “Biotecnologie per la sicurezza nazionale”, organizzato dalla Fondazione Biotecnopolo di Siena per il 16 ottobre 2026, dalle 10.30, all’Auditorium del Monte dei Paschi di Siena, in viale Mazzini. All’incontro, che vedrà la partecipazione del ministro della Salute Orazio Schillaci, istituzioni, ricercatori e imprese discuteranno del contributo delle biotecnologie alla salute, allo sviluppo e alla sicurezza del Paese.

 

 

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