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STORIA DEL PALIO: LA PUNIZIONE DI DORINO

News inserita il 07-08-2015 - Palio - Rubrica Storia del Palio

 

Isidoro Bianchini, uno dei migliori fantini di fine settecento, fu punito dai suoi avversari a causa della sua arroganza.


I fatti accaduti nella scorsa carriera di luglio che hanno visto coinvolti i fantini Veleno II e, suo malgrado, Tittia, hanno fatto scalpore e discutere animatamente i contradaioli. Nel passato però certe situazioni che oggi chiamiamo abitualmente di “killeraggio”, erano all’ordine del giorno e compiuti con maggior violenza, spesso per motivi meramente personali. Ne sa qualcosa il fantino Dorino. Isidoro Bianchini, detto appunto Dorino, fu uno dei migliori fantini di fine ‘700 vincendo 13 palii su 24 corsi. Oltre alla bravura, aveva un carattere assai arrogante e spavaldo tanto da essere definito lo “sbruffone”. Nel Palio di luglio 1787 egli avvertì che avrebbe buttato giù da cavallo chiunque potesse contrastargli la vittoria. In realtà questa sorte toccò a lui. Trovata la monta nella Chiocciola sul miglior cavallo, rifiutò ogni tipo di partito convinto di raggiungere una facile trionfo, ma al canape il fantino della Lupa lo prese per le redini poi, Uccellino, fantino della Tartuca, cercò invano di saltargli sul cavallo per disarcionarlo. Infine sopraggiunse Biggeri fantino della Civetta che cominciò a nerbarlo favorendo la vittoria della Torre. Ad agosto Dorino corse per laTartuca e, per vendicarsi portò alcuni suoi amici. Solo due, Grillo e il Piaccinatrovarono una monta. Ma la presenza dei due compari non fu sufficiente al Bianchini che subì un trattamento ancor più duro: Uccellino, stavolta nell’Onda, cominciò a nerbarlo in faccia, così forte che il nerbo si ruppe in due, Piaccina subì la stessa sorte dal fantino dell’Istrice mentre Grillo per sfuggire alle nerbate scese da cavallo e scappò in piazza tra la gente. Siccome la punizione non sembrò sufficiente, nel successivo Palio di luglio 1788 Ciocio, fantino della Pantera e Marcaccio della Giraffa disarcionarono Dorino a suon di nerbate. I tre addirittura si azzuffarono in mezzo alla pista e furono divisi a fatica dalla forza pubblica. Dorino e Marcaccio passarono una notte nelle patrie galere e furono rilasciati il giorno dopo con l’obbligo di lasciare immediatamente Siena. E mentre i due venivano condotti in carcere, Ciocio, come massima delle beffe prese il cavallo di Dorino e lo condusse all’Osteria delle Donzelle dove il fantino natio di Rapolano alloggiava.

Davide Donnini

Foto tratta dal sito www.ilpalio.org 

 

 

 

 

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