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STORIA DEL PALIO: ANGIOLO INNOCENTI

News inserita il 05-11-2019 - Palio - Rubrica Storia del Palio

L’unico fantino squalificato a vita al debutto.

Dopo alcuni mesi di assenza, torna la nostra rubrica sulla storia del Palio, ed oggi raccontiamo la brevissima esperienza di un fantino che ha visto la sua carriera nascere ed interrompersi nel breve spazio di un Palio.

Non sempre la personalità di un uomo si rispecchia nel nome (ma anche nel cognome....) che egli porta. Ne è testimonianza evidente Angiolo Innocenti, fantino che nella sua unica apparizione sul tufo è stato tutt’altro che un pacifico angioletto. L’ Innocenti, passato alla storia senza il soprannome, non obbligatorio all’epoca, disputò il suo primo e solo Palio il 2 luglio 1877 nell’Oca sul forte grigio dell’Amadii, uno dei migliori soggetti in campo. Il nostro fantino voleva contraccambiare al massimo la fiducia accordatagli dai dirigenti di Fontebranda, cercando a tutti i costi il successo, ma la sua bramosia di vittoria lo tradì, tanto da commettere uno degli atti più clamorosi della storia del Palio. Per la carriera, Innocenti partì in testa dai canapi seguito da vicino dalla Torre ma, dopo pochi tempi di galoppo, il mortaretto scoppiò, invalidando la mossa. Innocenti ignorò totalmente il segnale e tirò dritto; nonostante i vari inviti a fermarsi, egli compì i tre giri, mentre le altre contrade erano ovviamente ferme ai bordi della pista. Quelli che seguirono, furono veri e propri momenti di tensione, con gli ocaioli che, accorsi sotto il palco dei Giudici, reclamavano il cencio, mentre gli altri popoli chiedevano a gran voce, e con tutte le ragioni del mondo, la ripetizione della carriera, che quelli dell’Oca cercarono maldestramente di evitare tentando, peraltro senza successo, di portare via il cavallo da Piazza, mentre, Angiolo Innocenti, forse resosi conto della gravità del suo gesto, si dileguò tra la folla facendo perdere le sue tracce. Fu così deciso di ricorrere immediatamente il Palio con l’Oca che, priva del fantino, si sarebbe dovuta ripresentare con il solo cavallo scosso; ma il barbero, una volta portato in zona di mossa, si rifiutò di entrare nei canapi, costringendo le autorità a rinviare il Palio per sopraggiunta oscurità. Il giorno successivo, la Giunta dispose la disputa della corsa nel pomeriggio, ma a bloccare definitivamente tutto ci pensò il Prefetto che ordinò l’annullamento definitivo del Palio per motivi di ordine pubblico. Sul povero Angiolo Innocenti, che sognava di vincere all’esordio, si abbatterono così gli strali della giustizia paliesca, che fece così diventare il primo e, ancora oggi unico fantino ad subire una squalifica a vita al debutto.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

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