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STORIA DEL PALIO: 3 LUGLIO 1992

News inserita il 30-12-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

La quattordicesima vittoria di Aceto.

Come ogni anno, in occasione delle festività natalizie, vi proponiamo il racconto, diviso in due parti, di una carriera storica dello scorso secolo. Quest’anno la scelta è caduta sul Palio del 3 luglio 1992, ultima vittoria conquistata sul Campo dalla Nobil contrada dell’Aquila, con Aceto e Galleggiante.

I giorni della festa iniziarono con una grande novità, vale a dire l’introduzione delle prove di addestramento mattutine, che andarono a sostituire le vecchie, romantiche, ma alquanto pericolose prove di notte, divenute ormai improponibili a causa dei troppi, gravi inconvenienti che si erano registrati negli anni precedenti, e l’attenzione dei contradaioli nei giorni della vigilia fu tutta riservata verso questo nuovo appuntamento, divenuto in seguito uno degli step fondamentali nell’avvicinamento dei barberi alla tratta. Con l’inizio della festa vera e propria, il primo momento di sorpresa si ebbe la mattina del 29 giugno, con l’assenza del grande Pytheos, probabilmente il cavallo più ambito; così, i soggetti più desiderati divennero Figaro, toccato all’Istrice, Galleggiante ed Uberto, andati rispettivamente ad Aquila e Montone, ma anche quel Benito che, alla soglia dei 15 anni faceva comunque sognare i giraffini che se lo portarono con grande entusiasmo nella stalla. Il potente ma difficile Etrusco toccò all’Oca, Nearco al Bruco, gli esordienti Pinturetta, Brandauer, Johnny Long e Zucchero, andarono rispettivamente a Nicchio, Civetta, Drago e Pantera. Il valzer delle monte che ne seguì fu frenetico e si risolse definitivamente solo all’atto della segnatura. Alcune contrade si affidarono sin dalla prima prova ai loro fantini, e così Bonito vestì il giubbetto dell’Istrice, il Pesse quello del Montone e Trecciolino quello della Civetta. Aquila e Giraffa, dopo aver  montato per la prima prova Imolino e Davide scelsero i big Aceto e Bastiano, la Pantera optò inizialmente per Tredici, l’Oca per Cianchino, il Drago diede fiducia al giovane Massimo Donatini, Nicchio e Bruco, infine si scambiarono i fantini, con Massimino che approdò in Via del Comune e Cittino nei Pispini. Per la terza prova la Pantera si presentò con Bazzino, ma l’avventura del fantino amiatino durò appena un giro, in quanto una caduta al Casato lo tolse anzitempo dai giochi e, nell’impatto con il colonnino, anche il grigio Zucchero subì delle conseguenze importanti, tanto da dover essere esentato per tutte le altre prove. La mattina successiva, il Palio finì per altri due fantini. Al secondo San Martino, Cianchino pagò a caro prezzo la scorrettezza di Etrusco; dietro di lui rovinò pure Donatini che dovette rimandare di alcuni anni il sogno del debutto. Oca e Drago furono così costrette a ripiegare su Spirito e sul Bufera, unico big che era rimasto ancora a piedi. La notte tra il 1° ed il 2 luglio, un violento acquazzone si abbatté su Siena, causando l’annullamento della provaccia e mettendo a dura prova il tufo per l’imminente carriera. E, mentre tutti osservavano preoccupati il cielo, sempre più plumbeo, ecco arrivare il colpo di scena finale, messo in atto dalla Pantera che, a sorpresa, segnò Sebastiano Deledda detto Legno, rispolverato dopo ben nove anni di assenza dalla Piazza, con chiari scopi difensivi. Gli ingredienti per un Palio scoppiettante c’erano tutti, e ciò che accadde nelle ore successive non tradì affatto le aspettative…..

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

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