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STORIA DEL PALIO: 28 LUGLIO 1686

News inserita il 13-09-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Fatti e misfatti di una carriera ordinaria posticipata.

Il Palio del 28 luglio 1686 è passato agli onori delle cronache per un grosso tumulto scoppiato tra le contrade di Chiocciola e Tartuca, uno dei primi scontri tra queste contrade, la cui rivalità è tra le più antiche e radicate di Siena.

La prima cosa che balza agli occhi di questo Palio è la data di effettuazione che potrebbe fare pensare ad uno dei tanti straordinari che all’epoca venivano indetti per celebrare compleanni regali o per festeggiare la venuta a Siena di importanti personalità. In realtà, quello del 28 luglio 1686 fu un semplice recupero del Palio ordinario non corso il 2, probabilmente a causa del maltempo. Il 25 luglio, durante la tratta, si verificò il tafferuglio tra Chiocciola e Tartuca di cui parlavamo poc’anzi, che vide coinvolti numerosi contradaioli, molti dei quali muniti di corpi contundenti. La violenza dello scontro allarmò la Biccherna a tal punto che si trovo costretta ad ordinare alle due contrade il divieto di partecipare al Palio, sotto pena di una sanzione di 100 lire oltre all’arbitrio. Tale decisione fu ovviamente accolta con malumore dalle due consorelle, tant’è che dovette intervenire personalmente il Governatore Francesco Maria dei Medici che, temendo di poter perdere il controllo della situazione, sempre più incandescente, revocò il provvedimento della Biccherna, riammettendo alla carriera Chiocciola e Tartuca, imponendo però che né loro né le rispettive aggregate potessero presentarsi in Piazza con le comparse in armi. Tutto risolto, quindi? Ovviamente no, visto che, se la Chiocciola dichiarò di non avere alleate, la Tartuca comunicò l’alleanza con la Torre, la quale, per nulla d’accordo con la decisione del Governatore, minacciò di ritirarsi dal Palio se non fosse consentito alla propria comparsa di presentarsi armata. Un nuovo intervento governativo fu, finalmente, quello decisivo e, grazie anche al determinante lavoro diplomatico posto in essere da due illustri protettori che si fecero garanti per la contrada del mantenimento dell’ordine, la contrada di Salicotto poté presentare la comparsa armata per il corteo storico. Circa l’andamento della carriera e su eventuali disordini scoppiati nel dopo corsa, non abbiamo notizia alcuna; l’unica cosa certa è quella relativa alla contrada vittoriosa, la Giraffa, come e emerge dal registro ufficiale delle vittorie tenuto dal Comune. Incerta è pure l’identità del fantino giraffino; alcuni storici lo individuano in Granchio, altri in Bacchino, ma quasi sicuramente, a condurre al bandierino il barbero della Giraffa fu Giuseppe Galardi detto Pulcino, conosciuto anche come Pelliccino, vincitore di almeno 9 carriere sul tufo.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

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