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STORIA DEL PALIO: 2 LUGLIO 2006, LA PRIMA VITTORIA DI ANDREA MARI

News inserita il 18-05-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Il successo in Piazza del Campo per i colori della Pantera

La notizia della scomparsa di Andrea Mari ha sconvolto la città e l’intero mondo paliesco. Ieri ci ha lasciato non solo uno dei migliori fantini di Piazza, ma soprattutto un ragazzo, un senese vero, conosciuto ed apprezzato per la sua spontaneità e per le sue doti umane. E proprio in quel soprannome che la “sua” Tartuca gli impose ormai 20anni fa, Andrea rispecchiava tutto il suo essere. Perché Andrea era il brio fatto uomo, e tutta la sua effervescenza di eterno Peter Pan l’ha, sin dal suo esordio, riversata sul tufo,ed anche grazie a ciò Brio è riuscito a diventare quel che era, cioè un grande del Palio. Nel nostro piccolo, vogliamo ricordarlo, andando a ripercorrere gli eventi del Palio di luglio del 2006 vinto da Andrea nella Pantera. Abbiamo scelto questa vittoria, non per fare un dispiacere agli amici aquilini, che non saranno entusiasti di ripercorrere quei momenti, ma solo perché, oltre ad essere stato il primo assoluto di Andrea, è stato il trionfo che ha dato il là alla sua stupenda carriera, sino a quel momento costellata da poche luci e da diverse ombre. La contrada di Stalloreggi non era tra le più accreditate nei pronostici, avendo ricevuto in sorte Choci, cavallo che Brio aveva già montato nello sfortunato agosto precedente, nell’Onda. La super favorita era l’Istrice con Zodiach e Trecciolino, ma godevano dei favori del pronostico anche l’Oca con Elisir Logudoro e Bighino ed il Leocorno con Ziilata Usa e Tittia. Completavano il lotto il Drago con Ernesto Bello e Massimino, la Giraffa con Delizia de Ozieri ed Il Pesse, entrambi i fantini al canto del cigno della loro lunga carriera, la Torre con Desmon e De’, la Selva con Fedora Saura e Salasso, il Montone con Didimo e Sgaibarre e l'Aquila con Ellery e Lo Zedde. La sera del 2 luglio la sorte mise di rincorsa la favoritissima Istrice, togliendo all’acoppiata di Camollia tante chance di vittoria. Fu l’Aquila a scattare in testa dopo una mossa durata pochi minuti; dietro, diverse contrade a ventaglio, con la Pantera più attardata che però, sfruttando la traiettoria larga che estromise dalla corsa Torre, Giraffa e Montone, guadagnò diverse posizioni, tanto da girare il Casato al terzo posto, iniziando una disperata quanto esaltante rimonta. Disperata, sì, perché Andrea non voleva una nuova “purga”, che avrebbe senz’altro messo a rischio il prosieguo della sua avventura paliesca. E così, Brio iniziò il suo capolavoro, guadagnando tanti metri sull’Oca che si trovava in seconda posizione, con un San Martino da antologia, superandola poi di dentro, nei pressi del bandierino. Davanti a Brio e Choci restava solo l’Aquila, avvantaggiata di un paio di colonnini e, forse, irraggiungibile. Ma non per Andrea. Lo Zedde già assaporava la vittoria, nonostante Ellery avesse subito un problema ed il suo galoppo non fosse più lineare; girato il Casato conclusivo, gli aquilini erano già in pista ad esultare, ma le nerbate e gli sforzi di Virginio Zedde non furono sufficienti a contenere il ruggito finale di Choci e Brio, che proprio a fil di bandierino ebbero la meglio, riportando il cencio in Stalloreggi dopo 12 anni. Brio vincerà poi sul Campo altre 5 volte, nell’agosto 2009, scuffiando la Civetta, nell’agosto 2011 nella Giraffa, ancora nella Civetta nell’agosto 2014, nella Torre nel luglio 2015, mettendo a tacere chi sosteneva che “il Mari vince solo nelle contrade piccine”, ed, infine, nel Drago, nel luglio 2018. Ma anche quando non ha vinto Brio è sempre stato un grande protagonista: da manuale, seppur sfortunati, due degli ultimi tre Palii disputati, lo straordinario di ottobre nella Civetta con Techero, cavallo che nessun altro fantino avrebbe montato, nemmeno sotto tortura, e quello di agosto 2019, nel Bruco con Schietta, quando solo il destino, sottoforma di Remorex scosso, lo privo’ di una vittoria meritata. E chissà quante carriere ancora avrebbe potuto conquistare se la sorte non gli avesse chiesto troppo presto il conto. Andrea Mari aveva dedicato la sua vita ai cavalli, dai cavalli, quelli dell’auto, la sua vita piena di brio, gli è stata tolta, in un triste pomeriggio di metà maggio.

Davide Donnini - Foto www.ilpalio.org

 

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