Il tratto di fiume diventato famoso sui social, è interdetto alla balneazione per il rischio di danni all'ecosistema

Il turchese e il blu cobalto sono i due colori caratteristici che incantano gli appassionati di spiagge e relax, forse perché ricordano paradisi caraibici. Si tratta di una vera e propria legge dell'attrazione che cattura tante persone.
Queste tonalità si possono trovare al Senterelsa a Colle di Val d'Elsa. Da alcuni anni è meta molto gettonata per passare una giornata di relax immersi nella natura, un luogo dove i colori sono più vivi e l'atmosfera fa sognare mete esotiche. Si tratta di un tratto del fiume Elsa che attraversa una gola ombrosa e rigogliosa di vegetazione, a due passi dal centro della cittadina che nasconde la calamita per i tanti villeggianti: l'iconico fondale calcareo che per un gioco di luci assume varie sfumature tra il verde e l'azzurro.
Un'oasi naturale riscoperta da un decennio, con aree attrezzate e un percorso natura, ma che per effetto dei social ha attirato sempre più curiosi ed estimatori.
L'effetto caraibico ha creato un vero e proprio fenomeno di costume che ha fatto impennare le presenze sulle sue sponde, ma ha portati seri problemi ambientali, danni all'ecosistema, rifiuti in quantità e comportamenti sconsiderati, hanno portato l'amministrazione comunale a prendere la decisione di bloccare la balneazione.
Da ora in poi si potrà accedere al parco solo per fare passeggiare o rilassarsi nelle aree apposite, niente più tuffi rischiosi né bagni rinfrescanti. Oltre a questo va ricordato, che ci sono stati e ci sono tuttora, comportamenti sconsiderati di persone che, attraverso il parco, accedono alla vicina cascata del Diborrato. Luogo da sempre di ostentazione muscolare, dove tuffarsi da diversi metri di altezza, per dimostrare coraggio. Un comportamento scellerato che ha provocato due decessi negli ultimi due anni, causati dai gorghi e dalle correnti che hanno risucchiato le vittime.
L'ultimo incidente, un mese fa, ha fatto scattare una riflessione sull'utilizzo dell'intero parco, portando il Comune a decretare lo stop ai bagni sul fiume Elsa.
Il boom sui social che negli anni passati ha reso il luogo uno dei più “instagrammabili “della Toscana portando al fenomeno dell'overturism anche in questo remoto angolo di Valdelsa, un tempo mare povero di Colle di Val d'Elsa, adesso meta ricercata da tutta Italia.
Una storia che dovrebbe insegnare quanto certe mode possano essere dannose per zone dall'equilibrio delicato, oltre a mettere in luce il peggio della società contemporanea: inquinamento e comportamenti scorretti.
Un'esperienza che fa scuola su quanto sia complesso riuscire a conciliare bellezza del territorio, sfruttamento turistico e rispetto per la natura, un mix che se dosato male rischia di fare danni irreparabili a luoghi unici e non replicabili.
Filippo Landi











































