Entrambi i cantieri sono ormai preda dell'abbandono dopo anni di impasse

Salire al baluardo a richiede fiato e gambe come accadeva ai tempi di Collodi che frequentò il collegio nella cittadina valdelsana nel 800, eppure ci sarebbe un altro modo più comodo per arrivare in cima.
Fino al 5 marzo 2021 era in funzione l'ascensore che permetteva in pochi minuti la risalita alla città alta. Si tratta di un ricordo che si sta progressivamente sbiadendo, sono cinque anni ormai che tutto è fermo.
Il blocco era stato attuato per ripristinarne le corrette funzionalità, le infiltrazioni d'acqua lo avevano danneggiato e negli ultimi tempi il servizio era spesso interrotto. Era necessario pertanto intervenire in modo risolutivo.
Sono passati ornai cinque anni e tutto è ancora fermo e sbarrato, un danno importante per i residenti di Colle alta e per i turisti che vorrebbero raggiungere il castello e il borgo, luoghi suggestivi e attraenti. Non possono farlo senza durare fatica, devono intraprendere la scalata della collina per via Garibaldi.
Dopo un lustro ancora non c'è nessuna data certa, l'ascensore resta chiuso a tempo indeterminato in attesa di sbloccare l'impasse burocratico.
Chi conosce la storia colligiana degli ultimi decenni sa che c'è anche un'altra “ferita aperta” nella città bassa, la “Fabbrichina”. Il complesso immobiliare immaginato negli anni 90 è in parte ancora in attesa del proprio destino, una parte è stato riqualificato e trasformato grazie all'arrivo di Conad che ha creato il supermercato recuperando una porzione dell'area.
C'è però ancora un'ampia parte di quel faraonico investimento immobiliare che resta nell'oblio, la parte collinare con gli edifici già costruiti e l'area dell'ex Vulcania dove tutto è da fare.
Secondo alcune fonti ben informate riportate anche da La Nazione ci sarebbe un' acquirente interessato, si tratta di una novità visto che le ultime aste sono andate inesorabilmente deserte.
Sembrerebbe che una università Usa abbia messo gli occhi sull'intero complesso per crearci un campus dove accogliere i propri studenti per i programmi internazionali legati allo studio delle materie artistiche e non solo.
Un progetto ambizioso e sicuramente interessante per Colle Val d'Elsa, si creerebbe infatti un indotto legato alla permanenza dei giovani studenti statunitensi, che ha molti esempi positivi in altre città toscane.
Ma si tratta di “rumors” come direbbero oltreoceano, di voci, chiacchiere non confermate che però fanno ben sperare sotto le logge di piazza Arnolfo.
Nei prossimi giorni ci sarà la nuova asta e forse poterebbe essere la volta buona, chissà che almeno la vicenda della “Fabbrichina” non trovi una via d'uscita dopo anni di abbandono e oblio.
Filippo Landi





































