CANE DA CACCIA UCCISO CON COLPI DI ARMA DA FUOCO, CACCIATORE DENUNCIATO

News inserita il 21-11-2022 - Cronaca Siena

Il fatto è accaduto alla fine del mese di ottobre in un'area boschiva nella zona di Asciano. I carabinieri Forestali hanno sequestrato armi e munizioni all'uomo residente in Val d'Arbia

carabinieri forestali

A conclusione di attività d'indagine, militari della Stazione Carabinieri Forestale di Rapolano Terme e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Siena hanno denunciato all’A.G un cacciatore residente in Val d’Arbia, per ipotesi di reato di uccisione di animale, per aver causato la morte del proprio cane da ferma con colpi di arma da fuoco, dissimulandone la morte per cause naturali.

I fatti risalgono verso la fine del mese di ottobre quando, a seguito della segnalazione di un cittadino, i militari della specialità forestale dell’Arma sono intervenuti, durante le ore notturne, in un’area boschiva in Comune Asciano, dove hanno rinvenuto il cadavere di un cane da caccia, verosimilmente abbattuto con colpi di arma da fuoco; il cane presentava ferite concentrate nelle regioni alte del corpo, dove solitamente viene inoculato il “microchip” per l’identificazione in anagrafe canina. Sul posto sono stati rinvenuti elementi utili al fine di addivenire all’identificazione del responsabile.

Nei giorni scorsi, infatti, è stata data esecuzione a decreto di perquisizione locale emesso dall’A.G. procedente, all’esito del quale sono stati posti sotto sequestro 3 fucili di calibro compatibile con i bossoli di cartucce rinvenuti nel luogo dell’uccisione del cane e di una pistola non regolarmente denunciata.

Inoltre i Carabinieri Forestali hanno provveduto al ritiro preventivo e cautelativo ai sensi del T.U.L.P.S. di 7 fucili, di oltre 2.000 cartucce ed altro materiale esplodente, informando la Prefettura e la Questura di Siena per le determinazioni del caso.

Quanto sopra al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, ricordando, nel rispetto dei diritti delle persone indagate e stante l’attuale fase del procedimento (indagini preliminari), che i soggetti sottoposti ad indagini sono da ritenersi presunti innocenti fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile di condanna.

 

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