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BLOCK NOTES: NATALE SENZA COMPITI A CASA? SÌ!

News inserita il 13-12-2018

Il neo Ministro dell'Istruzione Sandro Bussetti ha chiesto agli insegnanti di alleggerire per quanto più possibile il lavoro degli studenti

C'è un sondaggio che sta furoreggiando sui media dell'intero Paese e che ha trovato anche a Siena terreno fertile per un confronto a tinte accettabili fra genitori, nonni, insegnanti ed educatori.

A scatenare il tutto è stato il neo Ministro dell'Istruzione Sandro Bussetti che in prossimità delle festività natalizie ha chiesto agli insegnanti di alleggerire per quanto più possibile il peso dei compiti a casa che spesso rischiano di diventare un peso per tutti i nostri ragazzi.

A me il tema è piaciuto e, lo confesso, ho partecipato su Facebook ad una vivace discussione.

L'ho fatto con  la mia lontanissima esperienza maturata quale insegnante alle Medie di Ravacciano al tempo del Direttore Torchio, l'ho fatto quale ex studente che vedeva il carico dei lavori da fare a casa come il fumo negli occhi e lo faccio, ora, da nonno alle prese con due nipoti, uno frequenta la terza media, l'altra è in quarta elementare, che si portano spesso dietro pesanti fardelli di esercizi, temi, problemi, schede sui quali a volte oltre ai ragazzi si “esercitano” anche nonni e genitori.

Lo dico subito, a me l'idea di Bussetti è piaciuta. Intanto trovo stupido estremizzarla: non ha messo uno stop fermo ai compiti, ha solo consigliato di ridurre il carico degli stessi, magari invitando gli studenti di ogni ordine e grado alla lettura di uno o due libri e a visitare, magari insieme ai genitori, mostre e musei cittadini.

Il proposito di Bussetti se non proprio geniale mi è parso un passo nel futuro. E mi hanno lasciato perplesso le tante prese di posizione da parte soprattutto di maestri e professori che si sono, subito e qualche volta senza addurre spiegazioni convincenti, rivolte negativamente verso il Ministro.

Non vorrei che qualcuno ne facesse una battaglia politica...sarebbe da sciocchi, mentre invece ho capito quale importanza – forse troppa – venga riposta sull'efficacia dei “compiti a casa” che, secondo il mio modesto parare, dovrebbero servire al massimo come richiamo delle cose fatte.

Io sono fermamente convinto che la didattica si debba fare all'interno della scuola, magari ampliando i tempi della stessa ed andando anche in Italia con un pizzico di buona volontà e le necessarie risorse finanziarie verso il “tempo continuato”, dando nel contempo proprio agli insegnanti una dignità ed un riconoscimento economico diversi.

Insomma, personalmente, vedevo nel monito di Bussetti un gancio lanciato in cielo per un futuro diverso delle sorti e fortune della nostra scuola.

Se tutto si riduce, invece, ad una polemica rovente fra insegnanti, genitori e nonni, il Bussetti avrebbe soltanto abbaiato alla luna. Vedremo.

Roberto Morrocchi

 

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