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BLOCK NOTES: IL PALIO "MODERNO", CAZZOTTI VIETATI E NESSUNO SFOTTÒ

News inserita il 15-06-2019

Si può dire di tutto e il contrario di tutto, ma bisogna ammettere che l'Avvocato Sindaco riesce comunque a tenere il centro della scena, soprattutto se si parla di Palio e di nuove regole per quanto concerne fronteggiamenti sul Campo e cori per le strade e sui palchi, per arrivare poi al “protocollo antidoping” patteggiato con il Ministero della salute riguardo ai trattamenti farmacologici riservati ai cavalli per tutelarne forma fisica e sanità.
Il De Mossi non dimentica di essere un valente avvocato, trattando del processo in corso per i Contradaioli di Nicchio, Valdimontone ed Onda, accusati di “rissa”.
In qualche modo li difende, ma poi veste i panni di Sindaco e allora afferma che “..il gioco lo fanno le Contrade, ma la Festa la tutelo io”, di fatto non potendo assolutamente ammettere violenze gratuite che travalicano, eccome, il confine del sano cazzotto che oramai “sano” non può essere più definito.
Il concetto viene ripreso dal Questore Capuano e dal Procuratore della Repubblica Vitello che ci fanno capire, nemmeno tanto velatamente, che a spintoni, manate e cazzotti, in una Piazza che è anche di tanti Senesi tranquilli, e di tanti non Senesi che non sono tenuti a conoscere le dinamiche del Palio, dovremmo mettere, con le buone o con le cattive, la parola fine. I tempi che cambiano e la sicurezza che sta a cuore a tutti e non solo a Salvini questo pretendono.
Ebbene, ce ne faremo una ragione, ma che non si possa più cantare e sfottere gli avversari con stornelli irriverenti, ma che costituiscono da sempre la colonna sonora del Palio, ce ne corre.
Condivido in pieno l'intervento del Rettore del Magistrato delle Contrade Rossi, che ha cercato di smussare certe asperità, sforzandosi di far capire a tutti che ogni variazione ad un canovaccio non scritto ma quasi sempre rispettato, viene vissuta come un pezzetto di storia e/o tradizione che si straccia e vola via.
La forza del Palio e delle Contrade sta in quello spirito di “autoregolamentazione” che è riuscito a salvare comunque la Festa, introducendo nel tempo innovazioni e cambiamenti che i Contradaioli hanno saputo capire e digerire. Ma tutto deve avvenire nel rispetto della tradizione e della nostra memoria collettiva.
Ci voleva una Ordinanza del Sindaco De Mossi per regolamentare gli accordi fra Contrade rivali? Forse sì, anche se nel passato gli accordi non scritti presi dinanzi ai Sindaci che si chiamavano Barni, Mazzoni della Stella, Piccini sono stati sempre rispettati.
Ma se il mondo cambia e ci vogliono le Ordinanze accettiamo anche queste, a condizione però che la Festa non venga strattonata da parte di chi dovrebbe solo tutelarla.

Roberto Morrocchi

 

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