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VIVERE E STUDIARE A SIENA: IMPEGNI QUOTIDIANI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

News inserita il 30-03-2020 - Attualità - Rubrica Vivere e studiare a Siena

Routine stravolta e ognuno si trova davanti una realtà diversa

“Non ci rendiamo conto appieno di quanto le azioni che compiamo ogni giorno siano effettivamente parte di noi finché non ci vengono strappate dalle mani”. Una frase che calza a pennello in un periodo in cui la routine è stata stravolta e ognuno si trova davanti una realtà diversa. Un’esperienza nuova e inaspettata viste le circostanze, alla quale però tocca adeguarsi in fretta. Farlo non è però semplice, soprattutto per uno studente universitario abituato a tutt’altri ritmi. “L’istinto primario di una maniaca del controllo quale sono è quello di riorganizzare tutto immediatamente; posso dire in parte di esser riuscita nell’intento” spiega Chiara Bardi, 20 enne, studentessa dell’università di Siena che, come tutti, ha visto le sue giornate cambiare radicalmente. “Al momento sto cercando di conciliare le lezioni online con un po’ delle cose che, sebbene mi piacciano molto, avevo perso nella vita frenetica di tutti i giorni – afferma ai microfoni di Ok Siena -. Cerco di fare esercizio fisico, cucinare, leggere qualche libro, scrivere. In sostanza, tento di unire l’utile al dilettevole”.

Alloggia in una delle residenze universitarie. Come sta trascorrendo questo periodo?
“Vivere con altri ragazzi e ragazze non si è mai rivelato tanto stimolante quanto adesso. Cerchiamo di passare del tempo insieme, che sia con una chiacchierata a debita distanza o con una videochiamata all’ora di cena. Sono molto felice di non essere completamente isolata in una situazione così difficile. Ci facciamo forza a vicenda e proviamo ad estrapolare tutto ciò che di positivo possa derivare da una simile circostanza”.

Certamente sarà cambiato anche il vostro modo di interagire l’uno con l’altro.
“Cerchiamo di rimanere vicini più con lo spirito che col corpo essendo impossibilitati a fare diversamente, sia per rispetto delle direttive, sia per senso di responsabilità che prescinde dalla legge. Non è facile, ma sappiamo, così facendo, di tutelare noi stessi e chi ci sta intorno”.

Ha il timore che, vista la condivisione di alcuni spazi, possa scatenarsi un contagio a catena tra voi studenti?
“Dal canto nostro cerchiamo di contenere il più possibile il rischio di contagio. Passiamo la candeggina su ogni superficie più volte al giorno e limitiamo tantissimo le uscite dalla residenza, tanto che molti di noi hanno deciso in quest’ottica di fare online una sostanziosa spesa evitando anche questa semplice uscita”.

Vi è stato fornito materiale come mascherine, guanti in lattice monouso o igienizzanti?
“No, perciò abbiamo costituito una sorta di fondo cassa dal quale attingiamo per comprare guanti, mascherine e disinfettanti”.

L’emergenza Coronavirus ha azzerato le distanze e anche chi è abbastanza vicino a casa propria in questo periodo non può farvi ritorno.
“Il paradosso di questa circostanza è che, per studenti fuori sede come noi, non è più rilevante da dove si venga, se ci vogliano nove o due ore per raggiungere casa: nessuno può spostarsi, che sia anche per un giorno, il tempo di un breve saluto alla famiglia. È molto frustrante, ma ci rincuora il fatto che tutto ciò va a tutela anche dei nostri cari”.

Prima del blocco totale, ha pensato di tornare dalla sua famiglia?
“Il pensiero mi ha toccata per poco. Dico per poco perché subito dopo mi sono resa conto di quanto avrei potuto mettere a rischio la mia famiglia semmai avessi preso una tale decisione, soprattutto di fronte alla constatazione che più si va avanti con l’età, più si è esposti alla mortalità del virus. Preferisco prima accertarmi di non essere nelle condizioni di esporre i miei cari ad un rischio del genere”.

Nel frattempo l’università si è attrezzata con lezioni online e altri contenuti multimediali. A proposito, il servizio funziona correttamente?
“Al momento sì, non sto riscontrando grandi problemi. Dopo la migrazione dei contenuti dalla piattaforma Panopto è tutto molto più facile; sebbene sia stato snervante in un primo momento, capisco che l’università di Siena, non essendo telematica, non avesse i mezzi necessari per garantire un servizio del genere nell’immediato. Nonostante ciò resto ferma nel mio pensiero, ossia che le lezioni online, per quanto essenziali adesso, non sostituiranno mai quelle in aula”.

In una situazione del genere risulta complicato concentrarsi sui prossimi esami in agenda.
“Non nego che il Covid-19 abbia stravolto anche la mia routine di studio. Le lezioni online, se da un lato mi hanno responsabilizzato relativamente alla gestione dei tempi, dall’altro hanno sicuramente impattato il mio metodo d’apprendimento; è nettamente più difficile concentrarsi se non si è in classe. Quanto ai prossimi esami in agenda sono abbastanza fiduciosa. Piano piano sto riprendendo i ritmi; spero di ritrovare, nella riorganizzazione, anche solo una piccola parte della mia routine precedente così da non perdere la vecchia me nei nuovi ritmi, nella speranza che tutto ritorni al più presto meglio di prima”.

Ad aver chiuso al pubblico sono anche le mense universitarie. È attivo il servizio d’asporto?
“Fortunatamente sì. La mensa più vicina a me è Sant’Agata; lo staff è sempre cordiale e disponibile nei nostri confronti, tanto prima quanto, ancor di più, adesso”.

Per stare vicino agli studenti è stato attivato un servizio di counseling e supporto psicologico gratuito.
“La trovo un’ottima idea. Adesso è più facile che mai perdere visione d’insieme ed arrendersi allo sconforto e alla frustrazione. Mi rassicura sapere che venga data la priorità alla nostra salute mentale così come a quella fisica”.

Giacomo Principato

 

 

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