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SIENA, DONNA VIENE AGGREDITA DAL FIGLIO: DECISIVO L'INTERVENTO DELLA POLIZIA

News inserita il 27-06-2016 - Cronaca

Per fortuna della signora sono intervenuti i poliziotti a sedare questa lite familiare prima che le cose potessero peggiorare.


Ennesima lite tra le mura domestiche. La telefonata pervenuta alla sala operativa della Questura due notti scorse, ha un tenore preoccupante.  Gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico in servizio di pattuglia notturna vengono allertati e si recano subito sul posto, nell’ immediata periferia ovest di Siena.

Una donna, R.V., al momento dei fatti sola in casa, è stata aggredita dal proprio figlio A.R. poco più che trentenne. Sul posto, un parente della vittima, lo stesso che ha effettuato la chiamata al 113, riferiva che  la mamma per paura del figlio si era chiusa  a chiave in camera da letto. Soltanto all’arrivo degli operatori la donna è uscita dalla camera, molto provata e afflitta, e ha raccontato  dell’aggressione verbale e di essere scampata all’aggressione fisica solo perché era riuscita fortunosamente a chiudersi a chiave in camera. 

Dal racconto della vittima  si è capito che la violenza del figlio all’interno del nucleo familiare non è un fatto occasionale, già in precedenza la madre e il padre del giovane violento  si erano rivolti alle forze dell’Ordine e agli Uffici della Questura, anche senza mai aver voluto formalizzare gli eventi. Negli ultimi tempi le aggressioni scaturisco anche per motivi assolutamente futili, ma sono sempre più frequenti e violente.

Il figlio, in evidente stato di alterazione, non mostrava alcun segno di collaborazione e sul posto interveniva un'altra pattuglia della volante in ausilio. In questi casi l’esperienza, la professionalità e il buon senso degli operatori ha permesso di calmare gli animi. 

La madre, a tal punto ha preferito allontanarsi  dall’abitazione per trascorrere la notte presso parenti, ancora visibilmente spaventata,  continuando comunque a manifestare l’intenzione di non voler avviare azioni di natura penale nei confronti del figlio, preferendo voler riuscire ad inserire il figlio in un programma di aiuto  sanitario  e  sociale

 

 

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