Sabato 26 luglio la presentazione del volume di Franco Fabrizi e Graziano Placidi. Presente anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

SARTEANO – Sabato 26 luglio alle ore 11, presso il circolo ricreativo “La Costa di Piazza”, sarà presentato il libro “La Giostra del Saracino di Sarteano – la continuità della tradizione”, realizzato da Franco Fabrizi e Graziano Placidi. Un volume imponente, di oltre 500 pagine e arricchito da più di 1.500 immagini, che racconta la storia e l’evoluzione della celebre rievocazione storica del paese.
All’evento sarà presente anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme al sindaco di Sarteano Francesco Landi, al presidente dell’Associazione Giostra Giancarlo Betti e al presidente onorario Sergio Cappelletti.
Il libro, edito da “Edizioni Luì”, è stato reso possibile grazie al contributo della Regione Toscana e del Comune di Sarteano. Frutto di un lavoro lungo oltre cinque anni, rappresenta una ricca testimonianza della Giostra e del legame che questa manifestazione ha con il territorio.
“Abbiamo ripreso in mano il libro del 1983, aggiornato poi nel 1993, e lo abbiamo ampliato grazie al ritrovamento di nuovi documenti storici” spiega Franco Fabrizi, storico locale e coautore. “Abbiamo anche raccontato le contrade e i luoghi spesso dimenticati di Sarteano, che meritano di essere conosciuti e valorizzati”.
Per rendere la lettura più coinvolgente, gli autori hanno scelto di inserire numerose foto e illustrazioni. “Non volevamo che fosse un volume solo da leggere, ma anche da sfogliare” sottolinea Graziano Placidi, presidente della Commissione storica della Giostra. “Un grazie speciale va a Dario Pichini per aver messo a disposizione il suo archivio fotografico”.
Il libro si articola in 15 capitoli: dai primi dedicati alla storia della Giostra e delle sue contrade, passando per la ricostruzione dell’antica Festa di San Rocco, fino alla narrazione dei momenti più recenti, dalla ripresa dell’evento nel 1982 ai giorni nostri. Non mancano sezioni dedicate ai protagonisti della manifestazione, come giostratori, capitani, sbandieratori e tamburini.
“È stato un percorso intenso ma emozionante – concludono Fabrizi e Placidi – reso possibile grazie alla collaborazione di tante persone che amano la Giostra e che, con il loro impegno, ne tengono viva la memoria e la tradizione”.




































