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BLOCK NOTES: USCIRE DAL PANTANO, NECESSARI INTERVENTI SERI E CONCRETI

News inserita il 17-07-2020 - Attualità - Rubrica Block Notes

L'Università “tiene” e si conferma ad altissimo livello. Ma tante le saracinesche tirate giù a Siena

L'Università di Siena “tiene” e si distingue. I conti sono in ordine, gli attivi fioccano da diversi anni a questa parte e l'Ateneo si conferma ai primissimi posti fra le Università pubbliche della nostra Nazione. Medaglia d'oro e d'argento fregiano i blasoni di Trento e Sassari, ma l'onorevolissimo bronzo spicca fra le nostre insegne. Ed io sono sicuro che nella nostra città torneranno tanti studenti dalla Toscana e dalle Regioni d'Italia e che le iscrizioni delle matricole ci daranno ancora una volta ragione, anche se in costanza di Covid-19 è prevista dal Ministero competente una flessione diffusa intorno al 10%. Voglio credere, insomma, che la nostra Università che ha ospitato nei secoli le menti più brillanti d'Europa continui a rappresentare, grazie alla didattica e alla sua organizzazione, un approdo sicuro per i giovani delle nostre Regioni, ma dico di più, anche dei giovani dei tanti Paesi con i quali negli anni sono stati conclusi accordi di collaborazione.
Insomma, qualche volta anche buone notizie che riscaldano il cuore di chi come il sottoscritto è rimasto affezionato alla nostra gloriosa Università, una fra le prime sorte nel nostro paese nel 1240, prima che l'oramai bistrattato Cristoforo Colombo mettesse piede in America.
E fa poi piacere che nella città murata siano arrivati due van con targa germanica con i primi turisti tedeschi...certo non saranno loro a restituirci la patente di città dedita al turismo internazionale, ci vorrà ben altro per tornare a riveder le stelle, ma far finta che possano rappresentare un segnale di ripresa ci può almeno confortare.
Ma mettere la testa sotto la sabbia...no! Non ci proviamo nemmeno!
Camminare nelle eleganti strade e vicoli del centro storico mi provoca una stretta al cuore. Tante le saracinesche tirate giù. Troppe le vetrine desolatamente vuote e tanti i negozi che seppur aperti stentano ad andare avanti.
Se prima i proprietari di ristoranti, osterie e trattorie sono scesi sul Campo per lasciare poi il posto ai gestori di negozi di abbigliamento che hanno formato una catena umana...non si può non vedere quanto i morsi della crisi comincino a fare danni seri.
In tanti lamentano, in costanza di situazioni che sfiorano il dramma, affitti che continuano a mantenersi su livelli altissimi, senza che la mano pubblica, nazionale e locale, abbia fatto concreti passi avanti per dare sostegno a questi operatori commerciali.
La vicinanza morale, quando la baracca rischia di sfasciarsi, serve a poco. Si rendono necessari interventi seri e concreti, mettendo sul tavolo qualche progetto che ridia fiato alle tante attività in crisi. Insomma, fatti e non chiacchiere, perché la stagione estiva non si accende, mentre si avvicina a grandi passi un settembre che economicamente rischia di mettere definitivamente al tappeto la nostra città, aldilà dei tanti discorsi, a volta fumosi, sulla grande Siena.
Non sarà facile, anzi sarà difficile e doloroso, ma dobbiamo provare ad uscire dal pantano, facendo ricorso a tutto il nostro coraggio e anche ad un pizzico di fantasia.
L'ottimismo della volontà fu lo slogan dei socialdemocratici degli anni ottanta. Una bella frase...chissà se potrà tracciare ancora una nuova strada da seguire?

Roberto Morrocchi

 

 

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