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BLOCK NOTES: SCUOLA E MONTE DEI PASCHI, CHE DIO CE LA MANDI BUONA

News inserita il 04-09-2020 - Attualità - Rubrica Block Notes

Futuro incerto: necessario uscire dal vago

La riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, fissata al 14 settembre, sta accentrando le attenzioni di studenti, famiglie degli stessi, assistenti scolastici e insegnanti.

Un “Comitato Scuola Siena” è sorto spontaneamente e chiede al Comune e alle autorità competenti di sciogliere per tempo i tanti – troppi – punti interrogativi che riguardano la riprese delle attività didattiche.

Si chiede, senza se e senza ma, che la città attui concretamente un piano condiviso per la tutela dell'intera popolazione scolastica che è “parte viva della cittadinanza”..

Si tratta, insomma, di uscire dal vago e da soluzioni prospettate e spesso pasticciate affinchè i nostri ragazzi e i loro insegnanti siano messi in condizione di svolgere in sicurezza e per quanto possibile in “presenza” i programmi previsti. Certo se mancano, come pare, le aule si può ricorrere anche a strutture esterne agli Istituti, mantenendo, però, l'univocità dei corsi, senza snaturare la fisionomia sociale e accademica delle scuole stesse, rischiando di fare “figli e figliastri” fra studenti di una stesso indirizzo scolastico.

La soluzione dei problemi può scaturire anche dal confronto con chi è portatore di interessi in questa situazione. E non credo di pestare i piedi a nessuno nel sostenere che c'erano i tempi per sciogliere i diversi nodi al pettine, senza arrivare fino al suono della prima campanella. O no?

Mancano solo 10 giorni alla riapertura delle scuole e spero con tutto il cuore che nella nostra Siena si possa affrontare la situazione in sicurezza e in maniera costruttiva. In fondo è questo il minimo sindacale che ci aspettiamo da chi ha in mano i destini della popolazione scolastica. Si tratta, ricordiamocelo, dei nostri figli e nipoti. Il nostro futuro.

E parlando di futuro non possiamo non pensare alla “nostra” Banca, al Monte dei Paschi che, al termine di un lungo tira e molla sembra aver imboccato la strada di una soluzione definitiva.

I 5 Stelle, figli e figliastri, di quel Grillo che scese anni fa in viale Mazzini per chiedere a gran voce il fallimento del Monte, sembravano, negli ultimi tempi, accarezzare l'idea di un MPS, banca pubblica, che tenesse in mano i cordoni della borsa per interventi di natura “pubblica” destinati al territorio della nostra piccola Italia. Il progetto non ha trovato estimatori.

La strada sembra invece già tracciata. Le autorità europee hanno accettato che il Monte effettui la scissione di circa 8 miliardi dei suoi crediti deteriorati ad Amco, la società di gestione detenuta al 100% dallo Stato. Ci sono, è chiaro, dei paletti. Il Monte dovrà emettere entro dicembre un bond subordinato per 250 milioni che potrà essere acquisito anche da entità pubbliche, mentre toccherà al Tesoro stanziare da 800 milioni a 1 miliardo per coprire l'ammanco patrimoniale cui la Banca andrà incontro per sostenere lo scorporo delle sue sofferenze ad Amco.

Toccherà poi allo stesso Tesoro, leggi Governo Italiano, trovare una banca nazionale o estera che possa rilevare il Monte dei Paschi...non più di Siena. Il tutto entro il prossimo 2021, sperando che Dio ce la mandi buona e senza vento.

Roberto Morroccchi

 

 

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