Mps finisce nella baleniera chiamata Intesa Sanpaolo

In natura il pesce grosso si nutre dei pesci più piccoli, anche se i piccoli ma voracissimi piranha sono in grado di scarnificare chicchesia.
L'inciso per dire che dopo l'ambiziosa e riuscita manovra di Luigi Lovaglio che aveva lanciato l'Opa avverso Mediobanca mettendo in crisi Nagel e gli apparati finanziari milanesi, il ''nostro'' Monte dei Paschi sembrava (dopo aver rischiato il fallimento post acquisizione di Antonveneta) in grado di sfidare il mare con la sua Mediobanca e una ricca quota delle Generali triestine.
Pensavamo di poter guardare al futuro con relativa tranquillità.
Ma evidentemente non avevamo fatto i conti con Carlo Messina e la sua baleniera chiamata Intesa San Paolo. E mentre il sistema intravedeva un possibile terzo polo inglobando Monte e Banco Bpm...ecco che Intesa, in accordo con l'alleata Unipol di Cimbri a braccetto di Bper dell'AD Papa, lanciava una Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) temibilissima.
In parole povere il Lovaglio che aveva azzannato Mediobanca si ritrova suo malgrado nelle fauci di Messina.
Il Monte, lo capisce anche uno che di banca, affari e finanza sa a malapena l'abc, rischia grosso. Intendiamoci, l'era di Babbo Monte che arricchiva tutte o quasi le Istituzioni della nostra città era finita da un pezzo. Ma restava la Direzione, la Sede Storica e il nome di Siena accanto al Monte.
E' chiaro che se va in porto Intesa la ''nostra'' Banca sarà ricordata nei libri di storia come la piu' antica del mondo. E basta. Una magra consolazione.
Giustamente i Sindacati di categoria chiamano i lavoratori e direi tutte le Istituzioni cittadine, provinciali e regionali alla mobilitazione generale. Loro rischiano piu' di tutti...ma la citta' non puo' restare attonita e stranita.
Inutile dare la colpa a chi difese senza alcun senso la percentuale del 51% della Fondazione mentre veniva chiusa l'acquisizione di Antonveneta...la causa principale di tutti i nostri mali. Serve a poco rivangare il passato e le corbellerie in serie commesse.
Ora, e non so come, dobbiamo guardare la realtà cercando in tutti i modi possibili di salvare il salvabile. Ciò che resta del Monte e della nostra dignità di figli di Siena.
Roberto Morrocchi






































