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TORRENTE TRESSA, STADERINI: "ADDIO ALBERI"

News inserita il 25-11-2015

"Tabula rasa, così possiamo dire del taglio che hanno fatto sul torrente Tressa. Mi domando quali siano stati i criteri che abbiano portato a effettuare un taglio del genere, del tipo: tabula rasa.
Certo, il lavoro così eseguito è stato semplice ma, eliminare ogni albero dall'argine di qualsiasi fiume o torrente, oramai è noto come arrechi molteplici danni: ittici e ambientali.
Mi domando se chi ha "ordinato" questo tipo di lavoro sia consapevole di quello che è stato fatto, a patto che la commessa non sia stata diversa e in questo caso verificherà.
Qualsiasi persona "esperta" in questo campo, e di buon senso, sa perfettamente che gli alberi nutrono la fauna e, nel nostro caso, quella ittica presente nel sottostante torrente Tressa e, se qualcuno conoscesse quel torrente, saprebbe che di pesci ce ne sono in gran quantità.
Gli alberi, inoltre riescono a ombreggiare le acque e renderle relativamente fresche, specie nei tomboli che si formano a valle della zona industriale di Siena.
Sappiamo tutti che i tomboli nelle estati siccitose non hanno molto ricambio d'acqua e che questa, si scalderà facilmente con i diretti raggi del sole che non  AGLI ALBERIavranno più l'ostacolo delle fronde degli alberi, rasati al suolo.
Altro fatto noto e risaputo legato alla scomparsa degli alberi, è l'erosione del suolo causato dalle piene, in assenza di radici che tengono il terreno, con tutti i problemi che ne conseguono in termini di allagamenti, tracimazioni ecc.: lungo la Tressa, ripeto, è stata fatta tabula rasa.
Non mi soffermo sull'impatto estetico che davanti al danno ambientale non regge il paragone, ma se anche l'occhio vuole la sua parte, dalla tangenziale e dai campi limitrofi, il panorama è spettrale.
Domandiamoci quale pianificazione e quale controllo del territorio riesce ad avere il Comune di Siena e se intorno al piccolo torrente Tressa è stato combinato uno scempio ambientale così grande.

Aspetteremo la risposta dell'Amministrazione comunale a ben due interrogazioni presentate, ma oramai il danno è fatto e neppure un nuovo reimpianto di nuovi alberi potrà ripristinare lo stato originario."

Pietro Staderini

 

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