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MPS, GIANNARELLI: "ATTIVARE COMMISSIONE INCHIESTA PARLAMENTARE"

News inserita il 13-10-2016

“Rendere pubblico il lavoro della prima commissione d’inchiesta nella storia istituita sul più grande scandalo finanziario d’Europa, uno scandalo che è avvenuto in Toscana e riguarda la più antica banca del mondo: il Monte dei Paschi di Siena”. Il presidente della commissione regionale d’inchiesta Mps Giacomo Giannarelli (M5S) ha aperto così la sua relazione in aula. “Uno scandalo – ha detto - pagato dai cittadini, dai piccoli risparmiatori, dai lavoratori e dipendenti dell’istituto, dalle piccole imprese e famiglie a cui è stato ridotto il credito, da tutta la comunità toscana e italiana che è stata privata di una ricchezza di circa 50 miliardi di euro”.

Dopo aver ricordato il lavoro della commissione, Giannarelli ha ribadito i nomi dei convocati che non si sono presentati come il “presidente Rossi, l’ex presidente Martini e l’ex presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci e poi Ceccuzzi, Grilli, Tremonti, Saccomanni e poi delle figure apicali presenti e passate della banca come lo stesso Viola, Tononi e Profumo. Non è venuto e non ha voluto rilasciare risposte scritte Vegas di Consob”.

Tra le gravi responsabilità accertate dalla commissione, Giannarelli ha evidenziato quelle “della politica nel gestire le risorse e il patrimonio della fondazione e della banca più antica del mondo”; “gli  intrecci di poteri forti che hanno causato danni economici ai risparmiatori e minato la stabilità dell’erogazione del credito alle imprese” e “le responsabilità degli organismi di controllo (banca d’italia, consob, ministero del tesoro, bce). Giannarelli è passato poi ai numeri: “50 miliardi, il valore perso dalla privatizzazione MPS, dal 1995 ad oggi”; “47 miliardi, i crediti deteriorati lordi MPS”; “oltre il 56 per cento delle sofferenze nette è relativa ad attività oltre 1 milione di euro”; “99,73 per cento la diminuzione del valore delle azioni MPS dal 26 luglio 2006 al 26 luglio 2016”; “550 milioni, l’attuale patrimonio della Fondazione MPS (nel 2008 era 5,7 Miliardi) circa – 90% in 8 anni”; “9,25 miliardi, il prezzo che MPS pagò a Banco Santader per comprare Antonveneta”; “18 miliardi, il costo complessivo dell’operazione Antonveneta, operazione approvata da Banca d’Italia con governatore Mario Draghi il 17 marzo 2008”; “1,6 miliardi, ottenuti da MPS tramite obbligazione per contribuire al pagamento di Antonveneta: le obbligazioni furono fatte con tagli minimi da 1000 euro per renderle accessibili ai piccoli risparmiatori”; “40mila i piccoli risparmiatori che hanno comprato questi bond”. Infine, Giannarelli ha ricordato gli “8mila esuberi indicati nel piano di risanamento entro il 2017” e gli “8 miliardi bruciati con gli ultimi due aumenti di capitale”.

Il presidente ha parlato dei punti di divisione con la relazione fatta dal Partito democratico, soprattutto in merito alla “responsabilità sulla vicenda Antonveneta e al contesto del dissesto”, al “groviglio armonioso, agli intrecci poteri forti più o meno occulti”, alla “peculiarità toscana del sistema partitico clientelare”.

Tra le proposte avanzate da Giannarelli l’”attivazione di una commissione d’inchiesta parlamentare sulla vicenda per arrivare alla nazionalizzazione della banca MPS con integrale tutela dei risparmiatori”; la “riforma della Banca d’Italia in Istituto di diritto pubblico le cui quote, inalienabili, dovrebbero essere detenute solo dallo Stato Italiano” e la “riforma della Consob che dovrebbe assicurare la tutela dei risparmiatori e la trasparenza sui mercati finanziari”.

 

 

 

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