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CAMPANINI (SINISTRA PER SIENA) SUL SANTA MARIA DELLA SCALA

News inserita il 22-08-2015

L'avviso di selezione per il dirigente del Santa Maria della Scala, che tanti interrogativi aveva suscitato dopo la delibera di Giunta, è stato pubblicato, confermando tutti i dubbi che avevamo già espresso.
Il peccato originale di questa operazione (ormai insanabile) è aver deciso di gestire il complesso museale come un servizio interno al Comune, quindi senza l'autonomia gestionale indispensabile per una moderna struttura culturale, ma soprattutto di non aver definito i contenuti e le caratteristiche che l'ente pubblico intende realizzare in questo luogo.
Da tale progetto sarebbe dovuto derivare, per logica conseguenza, la forma della gestione e quindi la scelta della figura dirigenziale che meglio avrebbe realizzare le attività e la programmazione culturale conformi allo stesso progetto.
In questo contesto di totale incapacità del Comune di progettare alcunché, non si sa quale funzione potrà avere lo studio di fattibilità affidato alla Fondazione Monte dei Paschi, di cui ancora non si conoscono i contenuti perché non è ancora stato reso pubblico. Non sarebbe il momento, signor Sindaco, di divulgarlo per poterlo democraticamente valutare, sia in Consiglio Comunale che fra la cittadinanza?
Da queste premesse è nato quindi un bando che sembra avere i punti fermi solo nella genericità del contenuto dell'incarico, nella confusione di compiti con altri servizi comunali, ma anche nell'alto stipendio che viene previsto, suoeriore a quello di altri dirigenti comunali, e anche a quelli statali che operano nella cultura.
C'è poi una criticità profonda, che probabilmente esporrà il bando a ricorsi e rischio di annullamento. Procedendo all'assunzione di un dirigente di base all'ex art.110 del decreto 267 del 2000, si afferma che all'interno dell'organico comunale non esistono dipendenti con titoli professionali richiesti. Per cercare di salvaguardarsi il Comune, addirittura richiede un candidato che sia già stato direttore di un museo statale (nemmeno nella selezione Franceschini per i 20 grandi musei italiani c'è questa rigidità)!
L'ex art. 110 affida la scelta del soggetto idoneo solo al Sindaco -come un incarico fiduciario- e dunque sarà Bruno Valentini a valutare titoli e competenze in materia di storia dell'arte e musei, dopo che una commissione presieduta dal segretario generale e da due componenti esperti (come li sceglieranno non si sa) gli avrà sottoposto da 3 a 5 candidati ritenuti più adatti, dopo una selezione fra tutti quelli che avranno fatto domanda.
Ritorna la solita domanda: perché non si è fatto un normale concorso pubblico con una commissione preparata a valutare i concorrenti, per titoli ed esami?
Una selezione così personalizzata, lascia aperti tutti i dubbi sul reale scopo di questa operazione, ed una sola certezza: certo così non si opera per il rilancio del complesso del Santa Maria della Scala.
Avremmo voluto che il Sindaco rispondesse a tutti questi dubbi nella sede più idonea e naturale, il consiglio comunale, ma l'inspiegabile annullamento del consiglio di fine agosto rende inutile qualsiasi interrogazione.

Ernesto Campanini (consigliere comunale Sinistra per Siena)

 

 

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