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BEZZINI: "RAFFREDDARE VIRUS NEI PROSSIMI 15 GIORNI, 6-7 MESI PER USCIRNE"

News inserita il 16-11-2020

“Siamo in zona rossa, un dato di fatto. Ora la nostra nuova sfida è di trascorrere i prossimi quindici giorni impegnati a raffreddare il virus e riportare il tasso di contagio a livelli accettabili. Ma indipendentemente dal colore della Toscana, sarà comunque un percorso che durerà sei-sette mesi in attesa che gli anticorpi monoclonali prima, e i vaccini poi, dichiarino chiusa l’emergenza del Covid-19”.

L’assessore alla Sanità della Regione Toscana interviene dal suo studio di casa nel primo giorno di zona Rossa in Toscana per i messaggi conclusivi del Festival della Salute 2020 (Siena, 12-15/11) e aggiorna i cittadini in tema di emergenza pandemia.

“Le nostre perplessità sulla zona rossa rimangono – ha detto – ancorché i dati che stanno per uscire fra poco ci illustrino una situazione di 2600 nuovi positivi. Il meccanismo rischia di portarci a scelte a scoppio ritardato che non facilitano la vita degli operatori economici e disorientano i cittadini. Comunque, ora, bisogna raffreddare il virus”.

Bezzini ha espresso apprezzamento per quanto emerso nei molti eventi del Festival della Salute 2020 e ha individuato due aspetti che rendono Siena importante sullo scenario nazionale con forti capacità di attrarre nuovi finanziamenti per la ricerca. “Il primo – ha detto – è che grazie ai suoi scienziati e alle sue strutture, Siena è prima fila nella lotta mondiale alla pandemia. Il secondo è il fatto che intorno alla città si stia consolidando il Polo delle Scienze della Vita – non è solo il Paese che ormai se ne rende conto - che promette riflessi importanti quanto a sviluppo del tessuto economico”.

L’assessore alla Sanita della Toscana è infine tornato a specificare i tre punti che l’amministrazione regionale intende perseguire quanto a piani sanitari: “In primo luogo gli investimenti sulle strutture sanitarie che non trascurano di certo Siena dove sono previsti investimenti pluriennali per 250 milioni per riqualificare l’Azienda Ospedaliera Santa Maria delle Scotte. In secondo luogo sarà quell’attività che il Presidente Giani definisce Stati Generali della Sanità che consiste in revisioni della normativa regionale e confronti con le categorie e gli operatori per riaffermare il ruolo dei territori. La pandemia ci ha dimostrato che i servizi territoriali sono importanti quanto gli ospedali. Il terzo punto infine è quello della tecnologia – in parte già introdotta a seguito della pandemia – per migliorare servizi e accesso alla salute”. 

 

 

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