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AEROPORTO AMPUGNANO, COMITATO E ASSOCIAZIONE CHIEDONO STOP AL PROGETTO RAM

News inserita il 20-07-2026

Il Comitato AmpugnaNO e l'Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio chiedono alla Regione Toscana di fermare il rilancio dell'aeroporto di Ampugnano nel progetto RAM di Enac Servizi, seguendo l'esempio della Lombardia che ha escluso lo scalo di Bresso. Le associazioni sollecitano un'audizione pubblica, lo stop ai finanziamenti regionali, verifiche sul fotovoltaico previsto e una valutazione sull'acquisizione del demanio aeroportuale da parte della Regione.

Sovicille, 20 luglio 2026 – Il Comitato AmpugnaNO e l’Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio tornano a scrivere alle Commissioni Trasporti e Ambiente della Regione Toscana per chiedere lo stop al rilancio dello scalo nel progetto Regional Air Mobility (RAM) di Enac Servizi srl.

L'iniziativa risponde ai recenti annunci sull'avvio dei lavori sulla pista entro settembre, nonostante ad oggi Enac Servizi non abbia presentato alcun progetto ufficiale, né per le opere edilizie né per il controverso impianto fotovoltaico da 20 ettari. Le associazioni indicano alla Regione un modello concreto: il caso dell’aeroporto di Bresso-Milano.

Lo scorso 10 luglio, al termine di un percorso partecipativo di ascolto del territorio promosso dalla Regione Lombardia, l'amministratore unico di Enac Servizi ha confermato ufficialmente che lo scalo milanese non farà parte del progetto RAM e non sarà aperto ai voli commerciali. Comitato e Associazione chiedono alla Toscana di fare altrettanto, convocando un’audizione pubblica con Enac Servizi per giungere a un analogo rifiuto, tutelando così l'ambiente e l'economia locali. Oltre allo stop alla RAM, le realtà civiche avanzano tre precise richieste alla Regione. La prima è l'impegno formale a non erogare contributi finanziari a Enac Servizi per lo scalo senese.

La seconda riguarda una verifica rigorosa sui 20 ettari di fotovoltaico a terra: secondo il Piano Nazionale Aeroporti, negli scali minori gli impianti devono garantire esclusivamente l'autoconsumo della struttura e non alimentare reti esterne. Infine, si sollecita la Regione a valutare l'acquisizione del demanio aeroportuale (circa 176 ettari), riprendendo la proposta avanzata dal Comune di Sovicille fin dal 2015.

 

 

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