SANTA MARIA DELLA SCALA, IL MASTERPLAN ACCELERA IL CONFRONTO CON IL MINISTERO

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Il sindaco di Siena Fabio illustra scelte, costi e prospettive del progetto

Il Masterplan del Santa Maria della Scala ha contribuito a rafforzare il confronto con il Ministero della Cultura sul futuro del complesso museale. Lo ha spiegato il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, rispondendo durante il Consiglio comunale di giovedì 29 ottobre all’interrogazione della consigliera Giulia Mazzarelli (Partito Democratico), dedicata alle procedure di affidamento, ai costi e alla trasparenza del progetto.

Il piano riguarda circa 18mila metri quadrati ancora da recuperare, sui 35mila complessivi del Santa Maria della Scala. L’obiettivo è definire una visione organica per la riqualificazione degli spazi, rispettandone l’identità storica, culturale e architettonica e proseguendo il lavoro avviato dallo Studio Canali negli anni Novanta.

Il percorso è iniziato nel 2024, quando il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha individuato tra le proprie priorità il recupero delle aree ancora interessate dai cantieri. Il 6 maggio la direttrice Chiara Valdambrini ha invitato cinque studi di architettura internazionali: Barozzi Veiga, Odile Decq, Lan, Hannes Peer e Miller & Maranta. Quest’ultimo ha rinunciato a giugno per precedenti impegni professionali, mentre Barozzi Veiga si è ritirato ad agosto, dopo aver effettuato il sopralluogo. I tre studi rimasti hanno confermato la propria disponibilità a settembre.

Per garantire la curatela e il coordinamento scientifico del Masterplan, la Fondazione ha affidato un incarico diretto allo Studio Luca Molinari di Milano, non disponendo internamente delle competenze specialistiche necessarie. Il contratto, formalizzato il 22 ottobre 2024, prevedeva 35mila euro oltre Iva e oneri. L'affidamento è avvenuto ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera b, del decreto legislativo 36/2023, che consente questa procedura per servizi di importo inferiore a 140mila euro, e secondo il regolamento interno della Fondazione.

Nei primi mesi del 2025 è stata modificata l’impostazione iniziale del progetto. Anziché organizzare un concorso di idee per individuare un unico studio incaricato del Masterplan generale, il Consiglio di amministrazione ha scelto di coinvolgere tutti e tre gli studi rimasti, assegnando a ciascuno una diversa macroarea del complesso. La decisione, preceduta da verifiche tecniche e giuridiche, è stata approvata il 28 maggio 2025 e formalizzata il 14 luglio con tre affidamenti diretti da 20mila euro ciascuno, oltre agli oneri previsti, a carico del bilancio di previsione 2026.

Fabio ha precisato che le proposte progettuali non sono vincolanti e non comportano obblighi di realizzazione né di prosecuzione degli incarichi con gli stessi professionisti. Hanno tuttavia contribuito ad avviare nuove interlocuzioni e a promuovere l’apertura alle visite degli spazi ancora da recuperare, favorendo una discussione pubblica sul futuro del complesso. La riduzione del numero degli studi coinvolti, ha ribadito il sindaco, è dipesa esclusivamente dalle rinunce volontarie e non da esclusioni decise dalla Fondazione.

Sul piano amministrativo, Fabio ha ricordato che la Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala è un ente di diritto privato in controllo pubblico, dotato di autonomia statutaria e gestionale, come precisato dalle modifiche statutarie approvate il 24 giugno 2026. È comunque tenuta a rispettare, nei limiti applicabili, la normativa sugli affidamenti e gli obblighi di trasparenza. Sul portale istituzionale sono pubblicati contratti, atti di affidamento e bilanci, anche se alcuni aggiornamenti hanno subito rallentamenti tecnici dopo le modifiche allo Statuto.

Quanto ai costi, al 30 settembre 2026 il percorso del Masterplan aveva comportato una spesa complessiva di 177.478,60 euro. Di questi, 44.408 euro riguardano l’incarico allo Studio Luca Molinari, 74.176 euro i compensi dei tre studi di architettura e 58.894,60 euro la mostra dedicata al progetto. Gli importi comprendono Iva e oneri secondo quanto previsto per ciascuna voce.

La Fondazione ha chiuso il 2025 con un risultato positivo di gestione di 48.689 euro, mentre i dati contabili al 31 agosto 2026 indicano un utile di 383.322,50 euro. Il Comune di Siena ha erogato contributi ordinari per 350mila euro annui nel 2024 e nel 2025. Nel 2026, fino al 30 settembre, il finanziamento complessivo è salito a 500mila euro, comprendendo ulteriori 150mila euro destinati alla mostra su Santa Caterina da Siena. Sul fronte della fruizione, nel 2025 il complesso ha registrato 90.249 ingressi e incassi da biglietteria per 449.874,50 euro. Nel 2026 gli accessi risultano in aumento, ma i dati definitivi saranno disponibili a fine anno.

Il sindaco ha collegato il Masterplan anche al futuro accordo di valorizzazione con il Ministero della Cultura, la cui sottoscrizione è prevista nelle settimane successive e che porterà all’ingresso del Ministero nella Fondazione. Secondo Fabio, il lavoro progettuale ha dato impulso a questa interlocuzione, inserendosi in una strategia di sviluppo sostenibile e coerente con la storia del Santa Maria della Scala. L’amministrazione comunale continuerà a seguire il percorso, riconoscendo la propria responsabilità istituzionale verso un patrimonio pubblico di particolare valore per Siena.

Nella replica, Giulia Mazzarelli ha ringraziato il sindaco per i dati forniti, ribadendo però le perplessità sulla trasparenza del processo decisionale. Pur prendendo atto delle rinunce dei due studi, la consigliera ha osservato che le spiegazioni non chiariscono completamente i passaggi che hanno portato alla modifica del progetto. A suo giudizio, la trasparenza dovrebbe riguardare non soltanto gli atti finali, ma anche le valutazioni e le scelte che li precedono.

Mazzarelli ha posto soprattutto il problema della sostenibilità economica e gestionale della riqualificazione. Ha evidenziato l’assenza di documentazione pubblicamente consultabile sul Masterplan e la necessità di un quadro complessivo degli investimenti, comprendente anche gli 1,7 milioni di euro ministeriali destinati alla strada interna, insieme ai risultati, ai ricavi e ai costi di gestione.

Secondo la consigliera manca ancora un indirizzo sufficientemente chiaro sulle funzioni da attribuire ai nuovi spazi, la cui apertura comporterà ulteriori esigenze di manutenzione, personale e risorse economiche. Ha quindi richiamato la necessità di affiancare agli architetti uno staff multidisciplinare, ricordando che il comitato scientifico non è stato ancora rinnovato. Per approfondire questi aspetti e garantire una maggiore partecipazione alle decisioni sul futuro del Santa Maria della Scala, ha proposto una nuova convocazione della commissione consiliare competente.

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