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TUTTI GLI SPONSOR DELLA MENS SANA

News inserita il 25-12-2012

 

Da Algor a Montepaschi, che scadrà nel 2014, ecco le sponsorizzazioni che hanno fatto la storia della franchigia di Viale Sclavo.

  

Nel 2014, la Mens Sana vedrà scadere l'attuale contratto di sponsorizzazione che lega il suo nome a quello della Banca Monte dei Paschi di Siena. Un sodalizio che, se non verrà rinnovato, come è molto probabile, avrà comunque marchiato a fuoco ben 14 anni anni di storia biancoverde. Anni d'oro, pieni di coppe e di campioni, di grandi allenatori e di grandi dirigenti, di palazzetti colmi di tifo mensanino e odio delle frustrate tifoserie avversarie. Come ha detto il Presidente Ferdinando Minucci, il 2014 sarà l'anno zero per la franchigia di Viale Sclavo. L'obiettivo è, a patto che la Mens Sana esca incolume dall'inchiesta della Guardia di Finanza, quello di trovare uno sponsor che permetta ai biancoverdi di rimanere a buoni livelli, scongiurando scenari apocalittici come quello che ha visto sparire il basket a Treviso dopo l'addio della famiglia Benetton. Ma questa è un'altra storia e qui ci concentriamo solo sulla “Montepaschi”. Questa fusione di parole è stata sulla bocca di tutti nell'ultima decade. I media nazionali ed europei ne hanno fatto talmente uso che la denominazione “Montepaschi” è arrivata addirittura a sovrapporsi a quella classica “Mens Sana”. Un fatto che non deve sorprendere più di tanto se si pensa ai 18 trofei conquistati dalla creatura di Ferdinando Minucci sotto l'ala protettrice della Banca, compreso il leggendario record  dei 6 scudetti consecutivi. Nel 1973, dopo 17 anni, 10 scudetti, una Coppa Italia, 2 Coppe delle Coppe, una Coppa dei Campioni, la Simmenthal smise di sponsorizzare l'Olimpia Milano sostenendo che gli italiani non associavano più il marchio alle scatolette di carne, ma solo alla squadra di basket. Se ci si vuole riferire alla Varese dei vari Meneghin, Ossola e Morse viene naturale parlare della Ignis prima che della Pallacanestro (Varese) degli anni '60 e '70. Allo stesso modo, se pensiamo all'unica squadra italiana con cui ha giocato il campionissimo NBA Tony Kukoc, nella nostra testa si materializzerà l'icona verde della Benetton. Assodato che l'epopea del basket senese è targata Montepaschi, un articolo che tratta di sponsor e Mens Sana non può certo fermarsi qui. Dalla metà degli anni '60 del secolo scorso, sono stati 12 gli sponsor che si sono avvicendati sulle canottiere biancoverdi: Algor, Sapori, 3A Antonini, Mister Day, Conad, Ticino Assicurazioni, Olitalia, Comerson, Cx Orologi, Fontanafredda Vini, Ducato Gestioni e Montepaschi.
Algor è stato il primo, Sapori ha fatto la storia della Mens Sana dal '71 al '83 ma non in modo continuativo. Dal '78 all' '81 c'è stata la curiosa parentesi della 3A Antonini, l'azienda produttrice di scarpe che fece diventare bianco-blù le divise della squadra. Poi il logo Mister Day della più famosa Parmalat, Conad e la Ticino Assicurazioni con le sue indimenticabili tende, esposte sui finestroni del palazzetto fino a poco tempo fa. Olitalia, sponsor dell'ultima promozione in A1, ha formato assieme a Comerson e Cx Orologi un triennio nel quale il partner commerciale della Mens Sana cambiava ogni stagione e per l'allora general manager Minucci era molto difficile costruire un progetto di pallacanestro vincente. Fontanafredda e Ducato Gestioni sono stati solo il preludio alla sponsorizzazione della Banca Monte dei Paschi, comunque già presente sulle maglia dal 1998 con “Montepaschi Vita”. Senza scivolare su prevedibili e mielose conclusioni del tipo “gli sponsor passano, la Mens Sana rimane”, non resta che attendere il nome del successore del Monte dei Paschi, con la certezza che la passione che sulle lastre si respira per questo sport resterà immutata.

Matteo Mandriani

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