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SOS GEOTERMIA: "LA TERRA HA TREMATO ANCORA SULL'AMIATA, ALLARME INASCOLTATO"

News inserita il 18-03-2014

Una scossa di terremoto  di magnitudo 2.5 è stata registrata domenica 16 marzo dall'INGV alle ore  20,37 nell'area di Piancastagnaio con ipocentro ad una profondità di 1,3 km

La terra ha tremato ancora sul monte Amiata, ma fortunatamente senza gravi conseguenze, né danni per persone e cose. Una scossa di terremoto  di magnitudo 2.5 è stata registrata domenica 16 marzo alle ore  20,37 nell'area di Piancastagnaio con ipocentro ad una profondità di 1,3 km. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, che si è molto  spaventata ed è scesa in strada. Alla scossa principale sono seguite  altre due, più lievi, rilevate dal sistema ISIDe.

La profondità di 1,3 chilometri in cui è stato localizzato l’epicentro  rimanda immediatamente a quella materia sulla sismicità indotta e/o innescata nel campo geotermico, di cui gli esperti parlano da tempo ma che localmente costituisce ancora oggi un 'tabù', coperto da silenzio soprattutto da parte delle autorità, che avevamo portato all'attenzione dei cittadini nel Convegno del 17 settembre scorso ad Arcidosso.

Ci chiediamo e chiediamo alle autorità preposte ai controlli: cosa sta succedendo nell'area geotermica di Piancastagnaio? Quali attività l'Enel sta conducendo? Cosa stanno facendo i Sindaci, l'Arpat, la Regione a seguito degli eventi sismici?

Sappiamo che la sismicità può essere innescata da varie cause. Il mondo scientifico, da almeno mezzo secolo, afferma che la estrazione e la reiniezione di fluidi nel sottosuolo generano terremoti anche di entità rilevante. “Non fa eccezione la geotermia”, ha più volte sostenuto il vulcanologo Andrea Borgia, nel ricordare che “Enel stessa nel SIA di Bagnore 4 e del Piano di riassetto di Piancastagnaio riporta come la maggior parte i terremoti originino nei campi geotermici o nelle aree immediatamente limitrofe a questi”.

E non si stanca di ripetere quanto sia di primaria necessità la realizzazione di una rete sismica, “per un monitoraggio della durata di almeno un anno, con almeno 10 stazioni a tre componenti e a banda larga” prima di dare qualunque concessione geotermica, come ha recentemente illustrato a Roma, durante il convegno di Montecitorio, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro la geotermia elettrica che abbiamo organizzato, il 5 marzo us, come 'Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica'.

In base ai dati a disposizione, è naturale chiedersi se la crisi sismica appena accaduta è probabilmente innescata dallo sfruttamento del campo geotermico di Piancastagnaio su faglie criticamente stressate e l’epicentro sembra non essere distante dalla zona dove tra dicembre e gennaio scorsi erano state percepite fuoriuscite di gas nelle case. Ed è naturale chiedersi se i due fenomeni possano essere connessi, così come sarebbe naturale che le autorità preposte forniscano al riguardo e quanto prima tutte le risposte e rassicurazioni del caso.

Di “geotermia e sismicità indotta” si è molto occupato anche il Prof. dell’OGS di Trieste Marco Mucciarelli, il quale ha recentemente enunciato che “la probabilità di indurre terremoti aumenta con il differenziale di pressione e temperatura” e “poiché la pressione dipende anche dalla permeabilità, la probabilità di indurre terremoti aumenta con la compattezza delle rocce”.

In pochi territori, tra cui quello amiatino, viene negata o sottaciuta l’importanza di eseguire specifici monitoraggi per rilevare la sismicità indotta. La regione Emilia Romagna, per esempio, ha richiesto che una ricerca del genere venisse effettuata 'prima' del rilascio della autorizzazione per l’impianto geotermico di Casaglia, mentre in Amiata, all’interno concessione geotermica di Bagnore, non è prevista nessuna stazione sismica!

Oltre alla realizzazione di una rete con dati pubblici, altre misure raccomandate dagli esperti sismologi sono: i confronti compiuti con la accelerazione attesa per la sismicità naturale; le indagini specifiche sulla sicurezza sismica di tutti gli edifici; le polizze assicurative da stipulare in favore di chi dovesse subire danni.

Alla luce delle evidenze scientifiche e le misure oggettivamente insufficienti alla prevenzione e controllo dell'attività sismica indotta dagli impianti geotermici amiatini, non possiamo che ribadire la richiesta di una moratoria immediata di ogni attività per una verifica della compatibilità di questi impianti anche con la struttura del monte Amiata.

SOS Geotermia, Coordinamento dei Movimenti per l'Amiata

 

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