SIENA NOTIZIE NEWS

WHIRLPOOL: A NAPOLI COME A SIENA, AL CENTRO GLI INTERESSI DEI LAVORATORI

News inserita il 22-07-2020 - Attualità

Quale sarà il futuro dello stabilimento senese?

Da più di un anno ormai i lavoratori della Whirlpool di Napoli stanno lottando contro la decisione presa dall'azienda di delocalizzare contravvenendo agli accordi presi nell'ottobre del 2018 con l'ex ministro Di Maio (e già calpestati nel giugno 2019 con l'annuncio della chiusura del sito partenopeo).
Il 17 giugno scorso di fronte alla totale indifferenza da parte dell'azienda e all'inutilità delle promesse e delle belle parole verso gli operai da parte delle istituzioni, Fim-fiom-Uilm hanno indetto uno sciopero nazionale invitando tutti i lavoratori degli stabilimenti a manifestare di fronte alla prefettura della propria città (Caserta, Siena, Comunanza, Melano, Fabriano e Varese, oltre ovviamente, Napoli): la situazione del capoluogo campano non sembra infatti essere molto diversa negli altri stabilimenti del Paese con cali di produzione sensibili rispetto al 2019 ovunque, anche a causa COVID-19. L'unico a rappresentare l'eccezione è quello di Siena, ma è un'eccezione solo apparente: infatti pare strano che un sito che ha arrancato negli ultimi anni grazie alla solidarietà e alla CIG ora si stia "miracolosamente" riprendendo con turni distribuiti sei giorni su sette per soddisfare una commessa e senza alcuna garanzia per il futuro. Il fatto che in questa situazione la scelta sia stata aumentare i ritmi lavorativi, senza nessuna nuova assunzione (o interinali come nel caso di Cassinetta) ma anzi continuando ad incentivare le dimissioni dei lavoratori non fa ben sperare.
Appare quindi evidente la volontà di spremere i lavoratori fino all’ultima goccia, approfittando del ricatto salariale per ottenere il massimo della produttività con il minimo costo e senza nessuna garanzia in cambio.
L’azienda ha infatti assicurato una produzione così florida (si calcola 400 mila pezzi all'anno per il 2020 a fronte dei 320 mila del 2019) fino a fine ottobre (o, al massimo, dicembre) ma non si pronuncia sul dopo: quale sarà il futuro dello stabilimento Whirlpool di Siena?
Non crediamo ai miracoli e neanche alla buona fede di un'azienda che ha dimostrato di non avere assolutamente a cuore la qualità del prodotto (Napoli è un sito pluripremiato per eccellenza) e di non volersi attenere ai patti se questi vanno a discapito del profitto. Rimaniamo perciò convinti che questa ripresa improvvisa non sia altro che "l'ultimo canto del cigno" (spremere ben bene i lavoratori per poi delocalizzare) visto che il gruppo Whirlpool ha ribadito in tutti i modi quali siano le sue intenzioni.
A Napoli sono stati i lavoratori ad evitare una chiusura che sarebbe dovuta avvenire lo scorso anno. Hanno lottato, si sono organizzati e stanno continuando a farlo. In questa battaglia hanno trovato il supporto degli altri lavoratori e dei cittadini che hanno capito quanto sia importante per tutti difendere l'apparato produttivo territoriale (che, in Italia, si è ridotto del 25% solo negli ultimi 10 anni).
Date queste premesse ci è difficile comprendere le scelte di quei sindacati che, nell’ambito della vertenza sullo stabilimento di Napoli, si ostinano solo a chiedere all’azienda il rispetto di patti ormai infranti.
Gli stessi sindacati, che si sono astenuti dal coinvolgere gli operai nella mobilitazione, a Siena non hanno neppure fatto il presidio previsto con la scusa della ripresa dell’attività lavorativa. Noi riteniamo che si debba invece chiedere al governo ed al MiSE di prendersi le proprie responsabilità: visto che l’azienda non ha intenzione di cedere deve essere il governo a garantire i lavoratori di Whirlpool e dell’indotto, nazionalizzando gli stabilimenti a rischio chiusura per garantire la produzione ed il lavoro.
Ci preme quindi non solo sottolineare l'importanza che la mobilitazione di Napoli ha avuto nelle vicissitudini del gruppo Whirlpool (è stato solo grazie agli operai e alle masse popolari che si è evitata la chiusura lo scorso anno, di certo non grazie alle istituzioni o al buon cuore dell'azienda) ma anche promuovere la formazione di lotte ed organismi operai in ogni fabbrica d'Italia per riportare al centro l'interesse e il protagonismo di chi la fabbrica la vive ogni giorno, lavoratori e operai.
Spingiamo i lavoratori ad organizzarsi insieme anche a prescindere dall'appartenenza a sigle sindacali e ad incalzare amministrazione comunale, regione e governo a fare il loro interesse e a difendere l'apparato produttivo della città da delocalizzazioni e speculazioni dei padroni.
Invitiamo anche le masse popolari senesi a sostenere la lotta degli operai Whirlpool nella consapevolezza che nessuno si salva da solo.

Partito dei Carc
Partito Rifondazione Comunista
Partito Comunista dei Lavoratori
Partito Comunista Italiano

 

 

Galleria Fotografica

Web tv