Il laboratorio rafforza il proprio ruolo nella risposta globale alle epidemie, mentre in Bengala Occidentale vengono confermati nuovi casi e aumentano le misure di sorveglianza

VisMederi rafforza il proprio posizionamento come laboratorio di riferimento nella preparazione e nella risposta a epidemie e pandemie, in una fase in cui il virus Nipah torna a destare preoccupazione a livello internazionale. Nell’ultimo anno, l’azienda ha concentrato le proprie attività sullo sviluppo, la standardizzazione e la validazione di test sierologici specifici per Nipah, con l’obiettivo di offrire strumenti affidabili a supporto della valutazione di vaccini candidati e di nuove contromisure sanitarie.
«VisMederi svolge un ruolo strategico a livello globale nella preparazione e nella risposta alle emergenze epidemiche – spiega Alessandro Manenti, Chief Development Officer –. In questo contesto si inserisce il lavoro portato avanti nell’ultimo anno sui test sierologici per il virus Nipah, fondamentali sia per gli studi sieroepidemiologici sia per la valutazione dell’efficacia di vaccini e presidi antivirali».
L’attenzione sul virus si è riaccesa in India, dove nello Stato del Bengala Occidentale le autorità sanitarie hanno confermato due infezioni a partire da dicembre 2025. Secondo quanto riferito, 196 contatti sono stati rintracciati, monitorati e sottoposti a test, tutti con esito negativo e in assenza di sintomi. In parallelo, diversi Paesi asiatici hanno rafforzato le misure di controllo nei punti di ingresso, introducendo screening sanitari per i viaggiatori provenienti dalle aree interessate.
Il virus Nipah è una zoonosi rara ma potenzialmente molto grave. Può causare sintomi respiratori e, nei casi più severi, encefaliti ad alta letalità. Il serbatoio naturale è rappresentato dai pipistrelli della frutta, mentre la trasmissione può avvenire attraverso il contatto con animali o alimenti contaminati e, in alcuni contesti, anche da persona a persona tramite contatti stretti.
In assenza di vaccini o terapie specifiche disponibili su larga scala, prevenzione, isolamento e sorveglianza restano gli strumenti principali di contenimento. Accanto a questi, però, assume un ruolo cruciale la disponibilità di test sierologici solidi e comparabili, in grado di misurare la risposta immunitaria e accelerare lo sviluppo di nuove contromisure.
«Il nostro lavoro – conclude Manenti – combina la siero-neutralizzazione con pseudovirus in ambiente BSL-2 con altre piattaforme sierologiche e immunologiche, così da offrire una caratterizzazione più completa della risposta immunitaria».







































