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VIDEOFRAMMENTI BIANCOVERDI: IMPRESA MENS SANA, DECIDE TRAVIS MAYS

News inserita il 29-04-2020 - Mens sana - Rubrica Videoframmenti Biancoverdi

Nel 2000 a Reggio Calabria il colpo a sorpresa contro la Fortitudo. E Franco Lauro in telecronaca salutò i tifosi senesi

Mens Sana vs Paf_Travis Mays

Ventisette gennaio Duemila, la Mens Sana brinda in Coppa. Scelgono un’avversaria prestigiosa, i biancoverdi, per regalarsi la loro serata d’autore nella lontana Reggio Calabria, sede ospitante delle prime Final Eight nella storia del basket italiano: è appena un quarto di finale, ma i senesi fanno il botto eliminando la Fortitudo detentrice del trofeo e capolista in campionato, destinata di lì a qualche mese alla vittoria del suo primo scudetto, con Charly Recalcati a dirigerla dalla panchina. La rivediamo oggi, quella partita, nella clip realizzata per “Videoframmenti Biancoverdi”.
La Mens Sana, dicevamo. Ha il marchio Ducato Gestioni sulle maglie, la allena da qualche mese Fabrizio Frates, ed ha un accento marcatamente statunitense: ci sono John Turner e Sylvester Gray, due “mezzi lunghi” che compensano l’assenza di centimetri con la stazza, e poi due piccoli con tanti punti nelle mani, Larry Middleton e Travis Mays, schierati come italiani in virtù di naturalizzazione. Ne arriverà un altro, di Usa, subito dopo quelle finali di Coppa Italia, Sydney Johnson, tesserato per far fronte ai guai fisici che fermano Emiliano Busca, playmaker titolare, quanto ai giocatori italiani, i nomi sono quelli di Sandro Dell’Agnello, Massimo Minto e Paolo Alberti, oltre a qualche giovane di belle speranze come Marco Rossetti.
Busca, limitato da problemi al ginocchio, si è fermato proprio alla vigilia della trasferta sullo Stretto, che la Ducato Gestioni effettua in compagnia delle prime sette squadre classificate al termine del girone di andata in A1 e della capolista di A2, che per la cronaca è la Sicc Jesi. A pilotare la squadra sin dalla palla a due va dunque Mays, un tipo estroso davanti allo specchio come sul campo, un cestista a cui piace correre e sfidare il diretto avversario in 1vs1: l’istinto del giocatore da playground, però, quella sera l’ex prima scelta dei Sacramento Kings deve lasciarlo negli spogliatoi, perché alzare il ritmo vuol dire farsi schiacciare da Myers e Jaric oppure pagare dazio ai loro scarichi per Basile, Karnisovas e Pilutti. La Mens Sana, insomma, sul legno del Pentimele…cammina e neanche tanto veloce, chiedendo gli straordinari sotto canestro al tagliafuori dei suoi due “mori”, che devono vedersela contro Fucka e Vrankovic, 2 metri e 15 centimetri di statura il primo, 2 e 18 il secondo.
Va detto, probabilmente la Fortitudo quella partita la prende sotto gamba, già con la testa al derby che potrebbe attenderla il giorno dopo contro la Kinder. Ai biancoverdi sta più che bene riuscire a rimanere in scia, ogni tanto mettendo anche il naso avanti. Si arriva al punto a punto conclusivo e lì Travis Mays sale in cattedra: non tanto per i canestri (molti dei suoi 22 punti li ha già segnati, sbaglia anzi in maniera incredibile il colpo del ko a 15” dalla sirena), quanto per le giocate difensive che lo portano a far perdere due volte il possesso a Carlton Myers, regalando così il passaggio del turno ai colori senesi.
Finisce 75-74 per la Ducato Gestioni, con il povero Franco Lauro che in telecronaca saluta “le migliaia di tifosi senesi riuniti davanti al maxischermo al palasport”. Maxischermo che in realtà era stato piazzato al Dodecaedro davanti ad una folla certo non oceanica, ma si trattò di un bel gesto da parte del giornalista Rai recentemente scomparso, fatto con spontaneità e sincerità come suo costume. Il giorno dopo, per la cronaca, la Mens Sana fu asfaltata (-30) dall’altra Bologna: la loro impresa, del resto, i biancoverdi l’avevano già compiuta.
Matteo Tasso

 

 

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