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VIDEOFRAMMENTI BIANCOVERDI: 102 PUNTI AL PALALIDO, MA VINCE L’ALTRA MILANO

News inserita il 07-04-2020 - Mens sana - Rubrica Videoframmenti Biancoverdi

L'inconfondibile voce di Aldo Giordani nel servizio di Xerox-Antonini trasmesso dalla Domenica Sportiva

Mens Sana 1979

Quattro marzo 1979, la Mens Sana è di scena alla Domenica Sportiva. Giocano a Milano, quel giorno, i biancoverdi, a riceverli c’è la Xerox (che nei Settanta è la seconda squadra del capoluogo, la Pallacanestro Milano, talvolta in grado di stare davanti in classifica ai più blasonati cugini dell’Olimpia) e le telecamere della Rai scrutano dentro il PalaLido, scegliendolo come riferimento per il servizio che in seconda serata va in onda all’interno del popolare contenitore sportivo, in quell’edizione condotto dal mitico Adriano De Zan.
L’aggettivo mitico abbonda da quelle parti, perché sulle immagini di Xerox-Antonini Siena mette la voce Aldo Giordani. Timbro inconfondibile, quello del “Jordan”, come inconfondibili, essenziali ma mai banali (anzi, spesso taglienti), sono i suoi commenti e giudizi su ciò che il telespettatore sta vedendo sul piccolo schermo. Ascoltatelo attentamente, gli bastano due parole due, “mera distribuzione”, per fornire il concetto-chiave di quella partita: si riferisce all’atteggiamento di George Bucci, che tabellini alla mano sembrerebbe aver fatto il bello ed il cattivo tempo nell’area milanese e che, invece, si leggerà il giorno dopo sulle cronache di tutti i quotidiani, nazionali sportivi e locali, aver fatto troppo il solista ed essersi pure “mangiato” il canestro del supplementare a pochi istanti dalla sirena, ben imbeccato da Alberto Ceccherini (“ero a 9 metri dal canestro, ho visto Bucci in lunetta, per questo ho dato a lui il pallone” racconterà alla stampa l’indimenticato cestista civettino), bissando lo sfortunato episodio, una schiacciata inchiodata sul ferro, che a fine gennaio era costato alla Mens Sana la sanguinosa sconfitta interna contro la Canon Venezia.
“Bucci non si tocca”, fu scritto mesi dopo su uno striscione (tutto vero, per rivedere un campione del genere, in viale Sclavo si sarebbe dovuto attendere il secolo successivo), ma quella nonostante i 26 punti messi a segno non fu decisamente la sua giornata. Né era il momento migliore di una Antonini che, dopo un grandissimo girone di andata, si era inceppata nella famosa sfida al vertice contro l’Emerson Varese (il primo “ottomila” nella storia del palasport) ed aveva poi perduto una partita dietro l’altra, ritrovandosi ben lontana dalla vetta dell’A1. La allenava Carlo Rinaldi, quella Mens Sana, che contro la Xerox trovò il miglior Bob Quercia della stagione (30 punti per l’ala ternana, che a Siena avrebbe poi piantato solide radici) ed ebbe un discreto contributo offensivo dal duo Fernsten (17)-Bovone (15) ma, dissero le cronache del giorno dopo, mancò decisamente in difesa ed a rimbalzo.
La Xerox? Sotto le volte del Palalido rimbombò come sempre l’urlo “Lotta, Jura, senza paura” (lo “Sceriffo del Nebraska” ne mise 36), ma fecero la voce grossa anche l’altro Usa, Lauriski (28) ed il lungo della Nazionale, Serafini (22). Risultato finale, 104-102 per i milanesi. "Duecentosei punti complessivi", tenne a precisare il buon Aldo Giordani.

Matteo Tasso
(un ringraziamento a Gabriele Grandi per la collaborazione)

 

 

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