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VACCINO ANTI-COVID E SPERIMENTAZIONI, SI PUÒ STARE TRANQUILLI?

News inserita il 10-02-2021 - Attualità

Ci scrive un nostro lettore

Gentile direttore,

scrivo sottoporre alla sua attenzione un problema, o meglio una questione, che non è ancora emersa a pieno, ma a quanto è dato sapere lo farà nei prossimi giorni: l’inoculazione della ‘terapia genica’ che sta passando sotto il nome di “vaccinazione anti SARS-COV-2”. Il medico di famiglia ne ha accennato brevemente ai miei genitori durante un colloquio personale di pochi giorni fa, ma a mio sommesso avviso temo che ci siano state delle incomprensioni. Vorrei entrare, seppur brevemente, nel merito.

Premetto che ho preso laurea e dottorato di ricerca in scienze politiche, non in medicina. Se mi è, quindi, oggettivamente impossibile entrare nello specifico tecnico di certi argomenti, so però leggere l’italiano, soprattutto quando è scritto in modo chiaro.

Avendo tempo a disposizione non disdegnerei affrontare diversi argomenti - su cui però varrebbe realmente la pena discutere - come ad esempio la certificata inaffidabilità, da parte della stessa World Health Organisation, dei tamponi molecolari fatti (come solitamente viene fatto in Italia) con più di 35 cicli di PCR (o reazione a catena della polimerasi, detta in italiano) e sui quali stanno basando i dati quotidianamente comunicati in TV. La notizia è stata pubblicata dall’OMS il 7 dicembre 2020, ed avrebbe dovuto far saltare sulla sedia milioni di persone, invece del tutto ignare, ma tant’è.

O come le risibili certezze diffuse in merito alla possibilità che delle mascherine di tessuto o simil-carta igienica (quindi tutte quelle a disposizione delle persone) possano fermare la diffusione di un virus la cui dimensione varia dagli 80 ai 120 nanometri (un’autentica barzelletta, almeno per chi ha cognizione delle misure di cui si parla). Basterebbe dare uno sguardo, anche distratto, ai grafici dei contagi pre e post obbligo dell’uso delle mascherine per averne la (logica) conferma.

Voglio invece concentrarmi sulla ‘terapia genica’ attualmente in distribuzione dalle ASL e preparata dalle aziende Pfizer-Biontech, Moderna e Astra Zeneca, perché è di questo che ultimamente si parla. Come avrà notato la definisco per quella che è, una terapia genica. Converrà che chiamarla “vaccino” è una oggettiva forzatura mediatica.

Vengo al dunque. E per fare questo copio e incollo, dal Bugiardino del Vaccino Pfizer-Biontech, quanto segue:

-          Par. 5.3: "Genotossicità/Potenziale cancerogeno - Non sono stati condotti studi di genotossicità o sul potenziale cancerogeno.".

Domanda: come si fa a sostenere che si tratta di qualcosa di innocuo, e/o che non fa venire il cancro, se non sono stati condotti studi? Sono curioso. Di norma vige (o almeno dovrebbe) il principio di precauzione, soprattutto su un farmaco o una cura del tutto nuova, direi innovativa, come questa. Qui invece no. E l’affermazione che viene fatta è chiara e perentoria “non sono stati condotti studi”. Impossibile, dunque, sostenere l’inconsistenza, per esempio, del potenziale cancerogeno della terapia. E chi sostiene il contrario è semplicemente in mala fede.

I “critici”, tra l’altro, vista la specifica innovazione introdotta, temono sul lungo periodo soprattutto reazioni autoimmuni (che possono causare patologie serie, perfino Lupus, SLA, sclerosi multipla, Sindrome di Guillain-Barré, artrite reumatoide, malattia di Kawasaki...) o tumori/leucemie, che saranno però impossibili da correlare alla vaccinazione, anche a distanza di anni. Però sono teorie, di certo non si sa nulla. Sul bugiardino, mi ripeto a costo di diventare noioso, è infatti scritto: “Non sono stati condotti studi di genotossicità o sul potenziale cancerogeno”. Francamente io lo trovo sconcertante. Chi ha fatto il “vaccino” lo sa? Ed è tranquillo?

Ma andiamo avanti.

-          Paragrafo 4.5: "Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione - Non sono stati effettuati studi d’interazione".  

Anche in questo caso semplicemente non si sa nulla. Non si sa se interagisce, o se non lo fa. Semplicemente perché - di nuovo - non sono stati effettuati degli studi. Eppure, la stragrande maggioranza degli anziani, compresi i miei genitori, cui principalmente dovrebbe essere rivolta la terapia assume quotidianamente dei medicinali. Quello che è certo la casa farmaceutica non se ne prende la responsabilità visto che ci avverte. È scritto nero su bianco, ed è un dato di fatto non discutibile, lo scrivono loro: non si sa se interagisce. Dunque, di grazia, su quali basi precauzionali la si consiglia?

Continuo a leggere, sempre col ‘copia/incolla’:

Tossicità generale - I ratti che avevano ricevuto Comirnaty per via intramuscolare (3 dosi complete destinate all’uomo somministrate una volta a settimana, che generavano livelli relativamente più elevati nei ratti a causa delle differenze di peso corporeo) hanno mostrato edema ed eritema in sede di iniezione e un incremento dei leucociti (inclusi basofili ed eosinofili) compatibile con una risposta infiammatoria, unitamente a una vacuolizzazione degli epatociti della vena porta, senza evidenza di danno epatico. Tutti gli effetti sono risultati reversibili”. 

Si fa riferimento quindi ai RATTI. Singolare che lo scrivano in un bugiardino dedicato agli umani. Anche in questo caso, ci zono zero possibilità di errore, basta leggere. Di nuovo, però, è in atto una campagna di convincimento per farselo inoculare. Lo trovo in questo caso poco rassicurante.

Se non ho letto e compreso male poi, Pfizer-Biontech, per la prima volta nella storia (così come Moderna per altro) utilizza per “vaccinare” una tecnologia che, introducendo nel corpo dell’mRNA messaggero, lo induce a produrre da solo l’ormai famosa proteina Spike, che a sua volta dovrebbe stimolare il sistema immunitario a distruggerla, distruggendo anche l'analogo virus. Una terapia totalmente nuova, sperimentale, tant'è che sulla confezione del vaccino compare perfino un triangolino nero rovesciato, tipico dei prodotti che devono ancora terminare la fase di sperimentazione su larga scala. Il “vaccino”, mi permetta di rammentarlo, è stato autorizzato con procedura “subordinata a condizioni”; questo significa - come è scritto di nuovo sul bugiardino - che devono essere raccolti e forniti ulteriori dati, e che l’Agenzia europea del farmaco esaminerà almeno annualmente le nuove informazioni, aggiornando le caratteristiche del prodotto se necessario. Tradotto: siamo di fronte alla più larga sperimentazione di un prodotto OGM in ambito umano. Anche in questo caso, come si suole dire, “carta canta”. Non esiste possibilità di errore. «Il vaccino a mRNA contro Covid-19 (modificato a livello dei nucleosidi) è un medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza». Ciò in quanto ogni soggetto «può contribuire segnalando qualsiasi effetto indesiderato riscontrato durante l’assunzione di questo medicinale». È questo uno dei passaggi chiave contenuti nella circolare del Ministero della salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria del 24 dicembre 2020, e diretta a ministeri, associazioni di categoria, ordini professionali e dipartimenti regionali della sanità. Sono due pagine fitte fitte, giusto per chiarire che tutti devono aver chiara una cosa: il c.d. vaccino Comirnaty (così si chiama) è stato autorizzato con procedura «subordinata a condizioni», ovvero «che devono essere forniti ulteriori dati su questo medicinale».

Si tratta, insomma, di un “vaccino” tutto da scoprire che, per avere il timbro di efficacia e sicurezza, dovrà attendere la fine della sperimentazione in corso sugli umani. È tutto molto chiaro. E ne prendiamo atto.

Le riporto gli unici dati che si sanno, in quanto di nuovo, diffusi dai produttori: “tra i vaccinati sotto sperimentazione da parte della Pfizer-Biontech hanno preso il SARS-COV-2 lo 0,046% dei soggetti. Tra quelli che hanno ricevuto il placebo hanno preso il SARS-COV-2 lo 0,92% dei soggetti”. In altre parole: il vaccino ha protetto il 99,9% dei soggetti a cui è stato somministrato, il placebo ha protetto il 99,08% dei soggetti a cui è stato iniettato. Il placebo effettivamente protegge un po’ meno del vaccino ma almeno è gratis. La differenza tra le due percentuali è 0,87%, e se non erro si chiama “riduzione assoluta del rischio” o “rischio attribuibile”: è la quota di casi di SARS-COV-2 evitabile con la vaccinazione. Su 1000 casi di SARS-COV-2, con la vaccinazione ne evito 9. Però non so se a lunga distanza fa danni, perché non sono stati fatti test.

Le riporto, a questo punto, anche un brano tratto dalla liberatoria che fanno firmare prima dell’inoculazione. Anche in questo caso non si parla di invenzioni della “Gazzetta del no.vax”, ma documenti pubblici e liberamente consultabili:

In fondo la ASL non fa altro che ribadire quanto la casa produttrice ci scrive.

Concludo, per non tediarla ulteriormente, con altri dati liberamente consultabili e facilmente raggiungibili sul web (qui). Lo riporto perché l’NIH, Istituto Superiore di Sanità Statunitense, nella banca dati degli studi clinici, ha pubblicato i dati ufficiali della sperimentazione sui “vaccini” anti-SARS-COV-2 aggiungendo anche altri particolari. Le incollo questa schermata, facilmente comprensibile:

Quindi la sperimentazione di medio periodo si concluderà il 30 Giugno 2021, mentre quella di lungo periodo troverà compimento, come ho già scritto, il 27 Gennaio 2023. Ma fino ad allora, se permette, lasciamo volentieri ad altri il “fare da cavia”.

A prescindere da posizioni di parte, risultano anche decisamente fondate le valutazioni dubitative sulla reale efficacia e relativa tollerabilità dei c.d. vaccini, una considerazione evidenziata, tra l’altro, anche da una pubblicazione del British Medical Journal che, allo stato di fatto attuale, identifica come “i vaccini anti-Covid forniscano elementi con margine di incertezza e potenziali aspetti problematici senza dati completi”. Il governo inglese, per dire, ha concesso alla Pfizer lo “scudo legale”. Praticamente in caso di potenziali complicazioni, conosciute o sconosciute, che potrebbero emergere a seguito delle vaccinazioni, non si potrà far causa all'azienda.

Mi permetta, non c’è da fare ricorso ad una laurea in Medicina magari con specializzazione in virologia, qui c’è solo da prendere atto di quanto sta scritto nero su bianco.

Vogliamo parlare della “terapia genica” fornita dall’azienda Moderna? Loro, in modo a mio avviso assai furbesco, nel bugiardino nemmeno lo scrivono se hanno fatto, o meno, i test sul potenziale cancerogeno. Per quanto concerne la possibile interazione con altri medicinali, invece, cito testualmente: “Other medicines and COVID-19 Vaccine Moderna - COVID-19 Vaccine Moderna may affect the way other medicines work, and other medicines may affect how COVID-19 Vaccine Moderna works". Lo trovo davvero geniale: il loro vaccino può avere effetti sull’azione degli altri medicinali, ma anche questi possono avere effetti sull’azione del vaccino. Favolosamente fuffa (si fa per dire). Eh sì, vien proprio voglia di fidarsi.

Di preciso, di cosa non dovrei preoccuparmi in qualità di persona che assume medicinali (parlo di me stesso, figuriamoci dei miei genitori di 80 anni…)?

Sul “vaccino” AstraZeneca mi soffermo appena. Ho letto solo i protocolli d’intesa resi noti dall’UE e mi sono bastati. È tutto chiarissimo, trasparente. Direi cristallino.

Soprattutto a pag. 5, ma non solo lì. E comunque leggere il bugiardino è illuminante:

Paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione - Non sono stati effettuati studi di interazione”. Quindi non si sa nulla.

Par. 5.3 “Genotossicità/Cancerogenicità - Non sono stati effettuati studi di genotossicità né di cancerogenicità”. Come sopra. Chi sostiene, anche questo “vaccino”, che non provoca il cancro o altre complicazioni inerenti la genotossicità semplicemente non ha letto quanto hanno scritto. Oppure mente, ben sapendo di dire il falso. 

Tra l’altro noto anche che tra gli “Ingredienti” del vaccino Astra Zeneca ci sono: “embrioni umani geneticamente modificati”. La cosa, per altro, è moralmente inaccettabile. Almeno per me. Questa, come avrà notato, è l’unica posizione “ideologica”; per il resto è solo la lettura dei fatti.

Mi fermo qui. Non serve aggiungere altro. Io preferisco non fare da cavia. Dal 2023, alla fine delle sperimentazioni sulla popolazione…chissà.

Un saluto cordiale,

Roberto

 

 

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