Operazione "Gold": ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 3 persone

I Carabinieri di Montepulciano e i militari della locale tenenza della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Siena, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 3 persone, ritenute responsabili di “usura” ed “estorsione”.
I particolari dell’attività d’indagine dell'operazione "Gold" vengono resi noti stamattina nel corso di una conferenza stampa del Procuratore della Repubblica di Siena, unitamente alle Forze di Polizia interessate, presso il Polo Civile del Tribunale di Siena.
I Carabinieri di Montepulciano, nell’ambito di un’attività investigativa condotta in collaborazione con la locale Tenenza della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno posto agli arresti domiciliari 2 persone e l’obbligo di dimora per una terza, indagati per “usura” ed “estorsione”. È stato eseguito un sequestro preventivo di beni per 700.000 euro.
Le indagini hanno consentito di individuare flussi di denaro verso piccoli imprenditori, commercianti e privati residenti nelle province di Siena e Arezzo. La banda applicava ai prestiti concessi interessi usurari, calcolati, attraverso consulenze tecniche disposte dalla Procura, fra il 25 ed il 912%. A seguito dell’attività ispettiva, è stato svelato un considerevole flusso di fatture per operazioni, rivelatesi inesistenti, emesse dagli usurai nei confronti delle loro vittime al solo fine di celare la natura dei pagamenti tra le parti mascherando con l’evasione fiscale un giro di usura che in quelle zone andava avanti sin dal 2004. L’emissione delle fatture serviva da un lato a giustificare gli importi che periodicamente transitavano sui conti correnti degli indagati e allo stesso tempo a fare in modo che gli usurati potessero motivare anch’essi l’effettuazione di bonifici o l’emissione di assegni attraverso la ricezione di tali fatture. Gli usurati poi, dichiarando fiscalmente tali costi fittizi ed usufruendo di un illegittimo risparmio di imposte, riuscivano a rientrare di parte degli importi dati in prestito e richiesti con tassi usurari.
È stato calcolato un giro d’affari tra il 2004 ed il 2019 pari a 1.700.000 euro dei quali circa 700.000 di interessi. E’ stato inoltre accertato che gli usurai che, nel tempo, hanno utilizzato almeno 5 società loro riconducibili, nulla hanno mai versato all’Erario.
Durante tutta la durata delle indagini, numerose utenze telefoniche sono state monitorate dai militari dell’Arma, mentre sono stati esaminati, dai militari della GdF, 71 conti correnti con un’analisi dei flussi finanziari sviluppata dal 2008 al 2019.
L’indagine inizia a novembre 2017 con l’arresto di due persone per “detenzione abusiva di due pistole con matricola abrasa” e “detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti”. In quella circostanza vengono sequestrate, oltre alle armi, anche 1,3 kg di oro fuso, 21 monete d’oro, gioielli tra i quali un anello da 20.000 € e denaro contante per circa 45.000 €. I carabinieri comprendono che l’origine di tali beni non può che essere delittuosa anche per il modo con il quale tali beni erano stati occultati, addirittura anche all’interno del cassone della tapparella di una finestra. In una successiva perquisizione risalente al novembre 2018 vengono sequestrati inoltre numerosi assegni, piccole lastre in oro per 200 grammi, 5000 € e monili vari.
Da ultimo, è stato sequestrato anche un “ComprOro” con sede in Sinalunga, riconducibile al sodalizio criminale, da poco operante sul territorio, verosimilmente con la finalità di far proseguire a soggetti nuovi l’illecito affare oltre che denaro, buoni fruttiferi, monili d’oro, gioielli e oro. Sono state inoltre bloccate 22 posizioni aperte presso gli istituti di credito (conti correnti e postepay) al fine di impedire la prosecuzione degli affari illeciti.







































