UN ANELLO COLLEGA MENTE E IA: SVOLTA DALLA RICERCA SENESE

News inserita il 20-04-2026 - Attualità Siena

Un dispositivo brevettato dall’Università di Siena consente di interagire con l’intelligenza artificiale in modo continuo e discreto, senza interrompere le conversazioni

Realizzato all’Università di Siena un anello che rende l’intelligenza artificiale un’estensione diretta del cervello umano

Un anello capace di trasformare l’intelligenza artificiale in un’estensione naturale del pensiero umano. È questa l’innovazione sviluppata all’Università di Siena, dove un team di ricerca guidato dal professor Domenico Prattichizzo ha progettato un dispositivo indossabile destinato a ridefinire il rapporto tra uomo e tecnologia.

Il progetto, per cui è stato recentemente depositato un brevetto, introduce una nuova modalità di interazione uomo-macchina: niente schermi, tastiere o comandi vocali espliciti, ma un sistema discreto e continuo che si integra direttamente nel flusso della comunicazione.

Il dispositivo si presenta come un anello intelligente collegato a sistemi di intelligenza artificiale, in grado di analizzare il contesto di una conversazione attraverso microfoni integrati in auricolari o occhiali. Con un semplice tocco, l’utente può “marcare” un momento specifico del dialogo: il sistema estrae automaticamente le informazioni rilevanti e le trasforma in un prompt per l’IA.

La risposta viene elaborata in tempo reale e segnalata tramite una vibrazione. A quel punto, è l’utente a scegliere quando ascoltarla, mantenendo così la continuità della conversazione senza interruzioni.

Secondo i ricercatori, il dispositivo rappresenta un passo avanti nel concetto di “embodiment”, ovvero l’integrazione della tecnologia nei processi cognitivi e motori dell’essere umano. L’intelligenza artificiale non si configura più come uno strumento esterno, ma come un supporto interno e potenziato delle capacità umane.

Le possibili applicazioni sono ampie: dal supporto a persone con difficoltà linguistiche o cognitive, come nei casi di afasia o Alzheimer, fino all’utilizzo in ambito professionale, dove è richiesto un accesso immediato alle informazioni senza compromettere la naturalezza dell’interazione.

Il progetto rappresenta l’evoluzione di precedenti ricerche europee sulla robotica aumentativa e si inserisce in uno dei filoni più promettenti dell’innovazione tecnologica: quello delle interfacce intelligenti capaci di fondersi con il comportamento umano.

 

 

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