A Sora la più dolce delle sconfitte: 62-64 per la Viola, ma a festeggiare la promozione sono i biancoverdi

REDEL REGGIO CALABRIA-NOTE DI SIENA 64-62 (16-19; 33-40; 44-49)
REDEL: Agbortabi 0, Fiusco 8, Marangon 8, Marinelli NE, Laganà 7, Fernandez 2, Zampa 2, Marini 13, Maresca 6, Clark 5, Laquintana 13, Macrillante ne. All. Giulio Cadeo.
NOTE DI SIENA: Belli 3, Pannini 7, Perin 7, Calviani 2, Cerchiaro 9, Yarbanga 2, Pucci 5, Buffo 2, Cesaretti ne, Nepi 11, Prosek 6, Jokic 8.

ARBITRI: Bonfigli di Offida (An) e Pastore di Marino (Rm)
La festa esplode poco prima delle 21. Siena è distante quasi 400km, ma il palazzetto di Sora diventa viale Sclavo, invaso dalla gioia irrefrenabile del popolo biancoverde: la Mens Sana è promossa in B Nazionale (sul campo perde 62-64, ma è una sconfitta dolcissima perché contiene il divario: la Viola avrebbe dovuto imporsi con almeno otto punti di scarto per superare la squadra senese al termine del gironcino col quale la FIP ha prolungato la stagione e messo in palio l’ultima promozione) e torna in una categoria nazionale, più consona alla propria storia, più a misura del suo ambiente, orgogliosamente passato attraverso sette lunghi anni di dilettantismo (nel 2019 la società ripartì dalla Promozione) senza mai piangersi addosso, anzi appoggiando la scommessa giocata da Riccardo Caliani e Pierfrancesco Binella, dalla quale nel 2023 è poi nata la Mens Sana Basketball, con Francesco Frati al timone di un club a trazione fortemente popolare (la promozione in B1 è la vittoria pure di ITM, l’associazione dei tifosi che ha sorretto per anni il club e che continua a far parte della company societaria), che oggi raccoglie i frutti del lavoro prima di Paolo Betti e poi di Federico Vecchi.
L’ultima fatica porta la firma di Alessandro Nepi, il giocatore che questo campionato lo aveva già vinto e che silenziosamente si è messo al servizio del gruppo Note di Siena (nei festeggiamenti a fine partita il patron Rotondi non nasconde la propria emozione), recuperando giusto in tempo dopo lo stop di venerdì per un guaio alla caviglia: mette i canestri che pesano di più, l’esterno che l’estate scorsa aveva fortemente voluto la Mens Sana rifiutando proposte più importanti ma meno affascinanti, e risolve anche il rebus complicatissimo nel quale biancoverdi e nero arancio si trovano a lottare negli ultimi secondi, con errori voluti dalla lunetta e una furbata, l’autocanestro per portare la gara al supplementare, che alla Viola non riesce, stroncata giustamente sul nascere dal fischio dei due in grigio quando manca un solo secondo al buzzer. È però una serata nella quale tutti portano acqua al mulino senese: da Cerchiaro, che inverte il momento peggiore (suo e dei suoi compagni) con cinque punti di fila che respingono l’unico battito di cuore reggino (-4 a 4’ dalla fine) a Jokic, che ha giocato tutto il finale di stagione su una gamba sola, da Belli che tocca uno, due, tre rimbalzi offensivi fondamentali a Pucci che ancora una volta ha sorretto l’attacco mensanino come per tutti i playoff. Senza dimenticare la difesa di Buffo, il lavoro sporco di Prosek, i rimbalzi di Yarbanga, i minuti preziosi di Calviani, le sportellate che Perin si mette di buon grado a fare (nonostante il curriculum, l’età e una condizione fisica messa a dura prova da una stagione costellata di contrattempi fisici) per aiutare i compagni in una serata meno brillante rispetto all’assolo col quale aveva dominato due giorni prima contro Pizzighettone. Infine Pannini, l’Ulisse che ha condotto la barca biancoverde in questi sette anni di odissea e che la sua Mens Sana anche nell’ultimo atto ha saputo guidarla sfidando le leggi della fisica, lui che non arriva a un metro e ottanta di statura e ha un fisico da campetto eppure sul parquet legge ogni situazione con almeno un paio di secondi di anticipo.
Sta avanti per 35’, la Note di Siena, a tratti dominando (soprattutto in difesa), ma mai riuscendo a prendere il largo: è sopra di sette punti all’intervallo, tocca anche il +8 nel terzo periodo, poi si inceppa o forse è giusto dire che anche la Redel tira fuori un ultimo periodo degno del contesto in cui si trova, con Laquintana che si infila nel deserto a soccorrere Marini, lasciato solo a predicare per almeno 20’. Improvviso il ribaltamento che vede il quintetto dello Stretto pareggiare, superare e prendere un piccolo margine (51-55) per tentare l’impresa: lì si accende Cerchiaro, lì i 300 scatenati tifosi biancoverdi fanno muro assieme alla loro squadra, lì nasce l’ultima grande festa di una stagione da raccontare a lungo.
Aveva chiesto a Federico Vecchi di farlo vincere, il popolo biancoverde, lui ha raccolto l’invito, lavorando come un treno per dieci mesi e portando tutti a destinazione. L’ultimo coach a far promuovere la Mens Sana sul campo era stato Matteo Mecacci, prima di lui Cesare Pancotto, prima ancora Dado Lombardi, oggi la ribalta è tutta per l'allenatore bolognese arrivato sulla panchina di viale Sclavo l’estate scorsa.
Il primo giorno della nuova estate è il primo della nuova Mens Sana tra i professionisti. Prima però viene la festa, iniziata a Sora e pronta a proseguire a tarda notte a Siena, finalmente.
Matteo Tasso






































