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TOSCANA TERRA DEL CALCIO: INVESTIMENTI SUI GIOVANI, DAL SIENA ALLA FIORENTINA

News inserita il 19-07-2019 - Sport

La Robur ha destinato 2,5 milioni di euro per il centro sportivo dell’Acquacalda, in cui è stato realizzato anche un nuovissimo impianto per il settore giovanile

Non è un paese per giovani: è uno dei motti che, nell’ultimo decennio, più sono stati attribuiti all’Italia e che meglio descrivono la situazione nel nostro Paese. Anche nel calcio, forse soprattutto nel mondo del pallone. Stando alle stime del Cies, l’osservatorio mondiale del mondo calcistico, l’Italia è tra i paesi che in Europa meno investono sui giovani, preferendo acquistare profili da categorie inferiori piuttosto che puntare ad una vera e propria valorizzazione del vivaio e dei talenti del territorio. Una tendenza che, salvo pochissime e rare eccezioni, accomuna tutto lo stivale calcistico, da Nord a Sud. Ed una tendenza che non riesce proprio a svoltare e prendere una nuova direzione. A discapito di tanti che, magari, snobbati dalla propria squadra devono andar via per inseguire il proprio sogno di giocare a calcio.

Una tendenza comune, ma tanto forte al Sud Italia, dove negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio esodo di massa: migliaia di giovani hanno preso la via del Nord, acquistati da club come Milan, Inter, Juve ma non solo, anche realtà più piccole quali Bologna, Parma, Reggio Emilia. Con l’esodo calano, chiaramente, anche le opportunità e le vetrine in cui mettere in mostra i propri pezzi pregiati. Una tendenza che però, fortunatamente, cambia se ci si allontana dal Sud e va via via migliorando verso Nord, seppure sia un malcostume, lo ripetiamo, che è comune a tutta Italia.
Tra le regioni che maggiormente puntano sui giovani c’è la Toscana, una delle regioni ritenute maggiormente idonee per far crescere un aspirante calciatore. Data anche la vastità di scelta. Difatti la Toscana vanta un numero impressionante di squadre professionistiche: una in Serie A è la Fiorentina, in B Empoli, Livorno e Pisa; in Lega Pro ce ne sono addirittura 6: Arezzo, Lucchese, Pistoiese, Pontedera, Carrarese e Robur Siena. Le academy del territorio hanno un contatto continuo con le squadre professionistiche, creando altresì opportunità per tutti e soprattutto per i giovani con tornei, partite con visibilità internazionale e presenze di scouting, sia organizzato sia visionando partite nel tempo libero e ad hoc. L’Empoli, dal proprio vivaio, ha condotto al debutto in A tanti giocatori. La Robur Siena, oggi militante in Lega Pro, con un bel trascorso in Serie A qualche tempo fa, lo scorso anno ha attuato un investimento di 2,5 milioni di euro per il centro sportivo dell’Acquacalda, in cui è stato realizzato anche un nuovissimo impianto per il settore giovanile, su cui forti sono gli investimenti nel territorio. Un esempio, in molti casi, non seguito.

Un modello che fa invidia a mezza Europa è quello della Fiorentina che, alla pari di Inter, Milan e Juve, le squadre che più puntano sui vivai, ha fatto del proprio un fiore all’occhiello del calcio italiano ed europeo. La vecchia società, per anni, è stata impegnata in una gestione illuminata ed oculata dal punto di vista dei giovani, investendo sia sul proprio vivaio che acquistando da altri. Due nomi su tutti come Chiesa e Bernardeschi rendono ben presto l’idea della realtà viola, una delle più virtuose in Italia e in Europa, con una età media di 24 anni e tre mesi nella propria rosa titolare in Serie A.

 

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