La consigliera del PD sottolinea che i nuovi colori dei grembiuli non minano l’identità dei bambini e aiutano a superare stereotipi di genere, invitando a "fermare le polemiche"

14 agosto 2025 – “Un cambio di colori nei grembiuli non mina l’identità di un bambino, né crea confusione: il genere di un compagno non si riconosce certo dal vestito che indossa”. Con queste parole la consigliera regionale del Partito Democratico Elena Rosignoli interviene nel dibattito acceso attorno alla decisione del Comune di Torrita di Siena di fornire, a settembre, grembiuli rossi, gialli e verdi ai bambini della prima classe della Scuola dell’Infanzia.
La misura, pensata per superare la tradizionale distinzione tra rosa per le bambine e azzurro per i bambini, ha sollevato critiche da parte di esponenti del centrodestra, tra cui i deputati Michelotti e Giorgianni, che hanno annunciato l’intenzione di informare il Ministero dell’Istruzione.
Rosignoli respinge l’allarmismo: “Chi ha deciso che i grembiuli dovessero avere un colore in base al sesso? E perché proprio rosa e azzurro? Non c’è alcuna ragione per scomodare il Ministro per un semplice cambiamento cromatico”.
Secondo la consigliera dem, la scelta rappresenta “un segnale di libertà rispetto a imposizioni e stereotipi, in linea con l’evoluzione della società”. I nuovi colori, afferma, renderanno la classe “più accogliente e giocosa, senza turbare i bambini”.
“Le consuetudini – conclude – possono e devono cambiare quando i tempi lo richiedono. Fermiamo le polemiche e lasciamo spazio a una scuola più aperta e inclusiva”.





































