Il decreto del Governo pubblicato in Gazzetta Ufficiale riduce le accise su benzina e diesel. Il Codacons: "Misura positiva, ma servono interventi strutturali"

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto carburanti varato dal Governo, emerge che le accise, a partire da oggi, caleranno di 20 centesimi al litro, che diventano 24,4 centesimi considerando anche l’Iva. Lo afferma il Codacons, che ha analizzato nel dettaglio il testo del provvedimento.
In base all’art. 2 del decreto, infatti, le aliquote delle accise su benzina e gasolio passano dagli attuali 672,90 euro per 1.000 litri a 472,90 euro per 1.000 litri, con una riduzione quindi di 20 centesimi al litro, e non di 25 centesimi come annunciato dalla Premier Giorgia Meloni – rende noto il Codacons. Considerando anche l’Iva che grava sulle accise, il taglio complessivo sarà di 24,4 centesimi al litro, pari a un risparmio di circa 12,2 euro su un pieno da 50 litri.
Considerati i listini dei carburanti alla pompa in vigore ieri, il taglio delle accise porterà oggi il prezzo medio del gasolio a scendere a 1,859 euro al litro, mentre la benzina si attesterà a 1,623 euro al litro. Sulla rete autostradale il prezzo medio del diesel sarà di 1,925 euro/litro, mentre la benzina a 1,706 euro/litro.
Si tratta di un’importante vittoria, dal momento che da settimane il Codacons chiedeva al Governo di ridurre le accise sui carburanti. L’associazione annuncia inoltre un monitoraggio costante e capillare sulla corretta applicazione del taglio dei prezzi alla pompa.
"Accogliamo positivamente questo intervento, che va nella direzione auspicata dal Codacons e rappresenta un primo segnale concreto di attenzione verso cittadini e imprese – afferma il prof. Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – Il taglio delle accise, pur nella sua attuale configurazione, consente un alleggerimento immediato dei costi dei carburanti e offre un primo concreto sostegno alle famiglie”.
Permangono tuttavia forti dubbi sulla durata della misura fiscale, perché nella situazione attuale una riduzione per soli 20 giorni potrebbe non essere sufficiente, soprattutto in considerazione della doppia velocità che caratterizza i prezzi dei carburanti: salgono rapidamente quando aumentano le quotazioni petrolifere, ma diminuiscono con estrema lentezza quando il greggio si deprezza.
“Proprio per questo sarà fondamentale proseguire su questa strada, rendendo strutturali gli interventi e garantendo nel tempo benefici concreti e duraturi per i consumatori” – conclude il professore Tanasi.




































