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SULLE ORME DEI PELLEGRINI, LA FRANCIGENA IN UN RACCONTO (5)

News inserita il 01-06-2018

L'ultima tappa nella provincia di Siena, da San Quirico a Radicofani è una delle migliori tappe di tutto il percorso francigeno italiano. Sarà la strada, il volano del rilancio economico della provincia? Le carte in regola ci sono.

Ci sono tappe che sono belle perché si percorrono dentro a delle cartoline, ma ci sono tappe che sono uniche perché oltre al panorama si ha la soddisfazione dell'arrivo, il premio per la fatica e le energie spese per raggiungere alla meta. La tappa da San Quirico a Radicofani è tra queste è una delle più belle di tutta la Via Francigena, attraverso la Valdorcia, ma è l'ascesa alla rocca di Radicofani che eleva una semplice piacevole camminata ad un'esperienza unica.
La partenza da San Quirico è piacevole e rilassante, il primo borgo che si incontra è Vignoni una terrazza sulla Valdorcia, famosa per la vista panoramica che si ha dal castello, la discesa ci porta a Bagno Vignoni famosissima per la sorgente termale nella piazza: i vapori che si innalzano bollenti hanno già catturato un gruppo di viandanti che mollato lo zaino e i bastoni hanno immerso i loro stanchi e acciaccati piedi nelle acque termali, per un breve momento di refrigerio.
Lasciato Bagno Vignoni alle spalle con la tentazione di tornare indietro e tuffarsi nelle acque termali famose dal medioevo, la strada ci porta nel fondovalle per dell'Orcia per poi risalire arrivando a sfiorare la possente e monolitica Rocca d'Orcia e il grazioso paese di Castiglione d'Orcia che domina la via dall'alto della collina. In susseguirsi di colline filari di cipressi e saliscendi, che farebbe la gioia di ogni fotografo, sfioriamo Gallina dove è possibile fare una sosta per ricaricare le energie e rifornirsi di acqua per poi giungere alle Briccole antichissimo ospedale per pellegrini, anch'essa mansio citata da Sigerico, con la sua minuscola e graziosa chiesa di San Pellegrino. Il susseguirsi di agriturismi con piscina ricorda la leggenda delle sirene di Ulisse, qua è necessario guardare avanti e camminare, mentre il sole inizia a fare sentire il suo calore, senza lasciarsi tentare da un bagno rinfrescante. La vecchia Cassia con il suo asfalto rovente ci fa capire che ci stiamo avvicinando a Radicofani però ancora per qualche chilometro, fino a Le Conie, la salita è inesistente.
Le Conie è l'inizio vero della salita di Radicofani l'ultimo grande fatica prima di arrivare a Roma, un'arrampicata che rende una bella tappa, una tappa unica: il paesaggio si apre a 360° la pendenza si accentua, lo sforzo per raggiungere la cima aumenta proporzionalmente all'avvicinarsi del paese, gli ultimi due chilometri sono una atto di volontà e di fede, ma la fatica è ripagata dal panorama e dalla bellezza del paese che orgogliosamente abbarbicato alla collina domina tutto.
La discesa finale su Ponte a Rigo offre una visione della Tuscia e del percorso che attende i viandanti da qui a Roma ed è l'ultimo spettacolo offerto dalla Via Francigena nella Provincia di Siena, il tratto, a detta di molti, più bello delle Francigena in assoluto, iniziato con le torri di San Gimignano, proseguito col castello di Monteriggioni, Siena non ha bisogno di presentazioni e poi i paesaggi delle valli e dei borghi di Valdarbia e Valdorcia, senza trascurare il fascino delle vigne del Brunello. Un susseguirsi di eccellenze che stanno portando questa antica via ad essere un itinerario turistico d'eccellenza, di un turismo sempre meno di nicchia e sempre più di tendenza, il modo di viaggiare più antico rivisto in chiave contemporanea, un'opportunità da cogliere su due piedi per rimettere in cammino una provincia che negli ultimi anni si è un po' smarrita per strada.

Filippo Landi

 

 

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