Il ricordo del barbero due volte vincitore sul Campo e scomparso pochi giorni fa a 29 anni.
Oggi vogliamo ricordare un eroe del Palio, un cavallo che ha corso solo tre carriere ma che è entrato lo stesso, grazie ai suoi due successi, tra i miti della Piazza. Parliamo di Vittorio, purosangue inglese nato nel 1987 e scomparso pochi giorni fa alla veneranda età di 29 anni.
Vittorio debuttò sul tufo nell’agosto del 1993.

La carriera fu bellissima con tante contrade che si alternarono in testa. Fiancarono per prime Onda e Lupa, con Leocorno e Civetta che all’esterno si scambiarono violente nerbate fino a S. Martino, quando Bonito urtò il colonnino e cadde coinvolgendo anche il Leocorno. Prese così la testa la Civetta che la mantenne fino alla seconda girata di S. Martino. Una traiettoria troppo larga di Trecciolino favorì la Tartuca che prese il comando,ma al Casato, il Bufera girò troppo stretto finendo sul tufo, mentre nelle retrovie stessa sorte capitò all’Aquila che concluse così una carriera assai deludente. Lo scosso Etrusco proseguì la corsa ma davanti alla mossa fu insidiato dalla Civetta all’interno e dal Drago all’esterno. Vittorio mise il turbo e in poche battute superò il cavallo della Tartuca involandosi verso il successo. Solo un’inopinata caduta impedì al giovane Mistero di tagliare il bandierino a nerbo alzato, ma a portare nuovamente la gloria in Camporegio, ci pensò Vittorio che tenne a debita distanza i tanti cavalli scossi che lo seguivano. Nell’occasione vogliamo pure ricordare Andrea Chelli detto Mistero, la cui promettente carriera di fantino si interruppe nel luglio 1994 a causa di un terribile infortunio quando montava Zucchero nella Selva, e che ci ha tragicamente lasciato il 20 gennaio 2014.
Dopo una pausa di due anni, Vittorio tornò a correre il Palio a luglio del ’97. Toccò al Nicchio e montato da Cianchino costituiva l’accoppiata favorita di quella carriera, ma questa volta per lui ci fu poca fortuna e la sua corsa fu alquanto anonima. L’anno seguente però, ecco la consacrazione definitiva tra i miti della nostra festa. Iscritto alla tratta con il suo vero nome Queen’s Victor, andò in sorte all’Oca e fu affidato a Trecciolino, in un Palio difficilissimo con tanti bomboloni presenti che, ironia della sorte, toccarono alla Torre (Votta Votta e Cianchino) ed all’Onda (Careca ed Il Pesse), ma sperava anche l’Istrice con La Fanfara e Pinturicchio. Parteciparono inoltre il Montone (Lady Easter e Clemente), il Bruco (Re Artù ed Il Bufera), la Pantera (Silver Sword e Pistillo), la Selva (Papavero Nero e Dè), la Giraffa (Tuareg e Massimino) ed il Leocorno (Uir e Pampero). La mossa fu estenuante con l’Onda di rincorsa che marcava stretto la Torre al nono posto. L’esordiente mossiere Mario Turner dovette sudare non poco per trovare l’allineamento ed i cavalli partirono solo dopo 50 interminabili minuti. Scattò davanti l’Oca, seguita da Bruco e Selva, mentre le favorite Onda Torre ed Istrice partirono male e rimasero nelle ultime posizioni per tutta la carriera. Fin da subito si capì che la vittoria era una questione a due tra Oca e Bruco, ma al secondo passaggio dopo la Fonte, il Palio si decise grazie al capolavoro di Trecciolino, che parò il Bufera alla ricerca di un passaggio interno. Il fantino del Bruco fu costretto a riprendere in mano il suo Re Artù, e per Vittorio fu un gioco da ragazzi concludere i restanti giri e conquistare così il secondo alloro alla sua ultima apparizione sul tufo.
Davide Donnini
Foto: www.ilpalio.org