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STORIA DEL PALIO: VELENO

News inserita il 21-01-2021 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Marino Lupi, meteora vincente in Piazza.

Marino Lupi detto Veleno è da considerarsi il più classico esempio di meteora del Palio: tre carriere corse nel giro di tre mesi e una vittoria, ottenuta grazie al guizzo della grande Gaudenzia. Veleno, che aveva già disputato diverse prove tra il 1950 ed il 1953, fece il suo esordio nel luglio del 1954, per la Giraffa su Pinocchio. Fu quello il primo Palio trasmesso in diretta tv dall’emittente di stato, ma nelle immagini viste in tutto il paese, e diffuse in eurovisione, non vi fu traccia dell’accoppiata giraffina; per Veleno la prima esperienza paliesca si concluse in modo inglorioso, assaggiando il tufo al Casato. Ad agosto la contrada di Provenzano diede la possibilità al Lupi di rifarsi, consentendogli di montare la mitica Gaudenzia. Veleno riuscì a partire nelle prime posizioni e girò primo a San Martino, ma la sua caduta al Casato e lo spunto di Vittorino su Rosella nel Nicchio, che poco dopo la mossa sfilò in testa, sembrava compromettere il Palio della Giraffa, indirizzando il cencio verso i Pispini. Come spesso accade però, anche in quell’occasione l’animale ebbe la meglio sull’uomo; Vittorino non riuscì ad arginare la progressione della storna che, a pochi metri dal bandierino, riuscì a mettere la testa davanti al quella del barbero del Nicchio, eludendo la serie di nerbate che Vittorino, suo abituale allenatore, le infliggeva nel vano tentativo di interromperne la galoppata. Nello straordinario di settembre, dedicato all’Anno Mariano, la Giraffa non uscì a sorte e Veleno fu così scelto dal Drago per montare proprio quella Rosella che, pochi giorni prima, contese alla Giraffa, ed allo stesso Veleno, il successo. Stavolta però la cavalla non riuscì a ripetere la prestazione di agosto e per Veleno la carriera, vinta ancora da Gaudenzia nel Leocorno, si concluse anonimamente nelle retrovie. Fu questo l’ultimo Palio corso da Marino Lupi; fino al 1959 Veleno fu presenza fissa in Piazza disputando alcune prove e compromettendo, con una scellerata caduta per la seconda prova la sicura partecipazione al Palio di luglio del 1959 nell’Istrice, ancora su Gaudenzia, dopodiché si ritirò definitivamente nella sua Acquapendente dove morì nel 1974 a soli 46 anni.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

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