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STORIA DEL PALIO: TABARRE

News inserita il 03-02-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Ferdinando Francesco Ceppatelli, il fantino dei record che odiava le foto.

Uno dei più celebri fantini del XIX secolo fu senz’altro il volterrano Ferdinando Francesco Ceppatelli detto Tabarre, detentore di tutta una serie di record difficilmente battibili. Il curriculum di Piazza di Tabarre recita infatti undici successi conquistati nell’arco di soli otto anni, con due cappotti personali, e due vittorie conquistate nell’arco di sole 24 ore!

Come detto, il periodo d’oro di Tabarre, che debuttò nel 1885 per il Bruco, fu nell’ottennio 1888/1895, quando conquistò 11 vittorie su 15 carriere disputate, risultando l’assoluto dominatore della Piazza. Il primo trionfo fu nel luglio 1888 nella Chiocciola su Gemma, cavalla che portò poi al successo, sebbene vistosamente claudicante, anche nel luglio 1889 per la Tartuca, al termine di una carriera rocambolesca fatta di nerbate e sorpassi a ripetizione, l’ultimo dei quali ai danni di Pirrino della Chiocciola. Nel 1890 ecco arrivare il primo cappotto personale, grazie a due carriere dominate dal primo all’ultimo metro, a luglio con Prete e ad agosto con Farfallina, in entrambe le occasioni per il Drago (unico cappotto in assoluto per la contrada di Camporegio). Con Farfallina, Tabarre comporrà un’accoppiata fenomenale che si imporrà sia il 16 agosto 1891 nella Tartuca in una corsa senza contrasti, che il giorno successivo nell’Oca nel Palio alla romana battendo in finale il Moro nel Nicchio e Massimino nella Chiocciola, eguagliando così il record di due vittorie in due giorni realizzato da Strega nel 1712. E sempre per Fontebranda, Tabarre conquistò il cencio nell’agosto 1892. Le prime due carriere del 1893 (quella del 28 maggio e quella di luglio) fecero registrare un piccolo passaggio a vuoto nella carriera del Ceppatelli, anche a causa di danneggiamenti vari da parte di alcuni colleghi che sembravano non gradire la sua egemonia, ma dall’agosto successivo, Tabarre si rifarà con gli interessi, realizzando il suo secondo poker consecutivo, iniziando dalla Torre, per la quale vinse una carriera ricca di imprevisti, come quello dell’ultimo S. Martino quando lo scosso del Montone fermo nel mezzo alla pista, colpì Tabarre con una coppiola che, pur non facendolo cadere, gli provocò una profonda ferita. Nel luglio 1894, arrivò la terza vittoria per il Drago ed in questa occasione il Ceppatelli dovette evitare ostacoli esterni, sottoforma di uno scudo lanciatogli addosso da Ludovico Brocchi, un monturato della Torre, a seguito di screzi tra il fantino ed i torraioli la sera della prova generale. Ad agosto invece, montando Angioluse nell’Istrice, Tabarre cadde a S. Martino per una mossa falsa, si fratturò una gamba ma, sfidando il lancinante dolore, rimontò a cavallo e vinse agevolmente il suo decimo Palio. Nel luglio 1895 l’ultima vittoria per la Torre su Otello, al termine di una grande rimonta culminata con il sorpasso decisivo all’ultimo Casato sul Nicchio. Da quel momento, la stella di Francesco Ceppatelli si spense pian piano: Tabarre corse infatti fino al 1904, per poi ricomparire, per l’ultima volta, nell’agosto 1908 nell’Istrice, terminando ingloriosamente la sua strepitosa carriera con una caduta alla mossa.

Concludiamo con una curiosità: nonostante la sua notorietà, sembra che Tabarre non amasse affatto farsi fotografare, tant’è che di lui esiste solo la foto sbiadita che vedete all’inizio di questo articolo, realizzata con la comparsa della Tartuca, a seguito della vittoria del 1891.

Davide Donnini

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

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