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STORIA DEL PALIO: QUANDO SALTANO LE DATE CANONICHE DELLE CARRIERE

News inserita il 02-04-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Tutti gli spostamenti dal 2 luglio e dal 16 agosto.

Mancano poco meno di tre mesi al 29 giugno. Ma quest’anno, per rivedere cavalli e fantini impegnati sul tufo, dovremo attendere un po’ di più, corona virus permettendo. La decisione della Giunta di rinviare entrambe le carriere del 2020, figlia dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, era nell’aria da giorni, mancava solo l’ufficialità; così, Siena, giovedì 2 luglio e domenica 16 agosto, rimarrà senza Palio, evento già accaduto più volte nel corso dei secoli, e con motivazioni diverse che proveremo a scoprire in queste righe.

Il primo Palio di luglio cancellato risale al 1672, quando i Signori del Brio decisero di devolvere la somma solitamente versata per i festeggiamenti palieschi all’abbellimento della Collegiata di Provenzano, (ma dobbiamo tener presente che eravamo ai primordi del Palio).Nel corso del XVIII secolo, notiamo come saltò il Palio di luglio del 1737 per la grave malattia che colpì il Granduca Giovan Gastone. L’ultimo rampollo di casa Medici morirà il 9 di quel mese e, a causa del lutto, anche la carriera di agosto che, giova ricordare, fu resa stabile solo nel 1802, quando la Municipalità cominciò ad accollarsene le spese, ne subì le conseguenze, venendo spostata al 22 settembre. Nel 1750 e  nel 1751 il Palio di luglio si corse, non nella canonica data, ma nel primo giorno festivo successivo al 2, tutto ciò per limitare i giorni di festa che, come sanciva una norma dell’epoca “troppo spesso incitano all’ozio”. Qualcosa di simile accadde più volte anche nel corso dell’800 ed addirittura del ‘900 (tra il 1908 ed il 1910), anche se con una  motivazione meno nobile, cioè quella di far affluire in città un maggior numero di forestieri.

Il quadriennio 1798/1801 fu un periodo assai tormentato per Siena, ed anche il Palio ne subì le inevitabili conseguenze. Niente Palio di luglio nel 1798,con la città ancora scossa dal violento terremoto della vigilia di Pentecoste che provocò numerosi lutti e danni incalcolabili, nel 1799, a causa dell’entrata in città, il 28 giugno delle bande armate del Viva Maria ( ed il Palio fu rimesso ad agosto), ed anche nel 1801 quando, a causa delle miserevoli condizioni in cui era ridotta Siena a seguito delle pesanti tasse ed imposizioni degli occupanti francesi, saltò anche la carriera di agosto.

Nei primi anni dell’800, per due volte il Palio venne rimandato per eventi luttuosi. Nel 1803 la Carriera di luglio fu spostata all’8 settembre per la morte del Granduca Lodovico I e così pure quello del 1824, spostato al 27 settembre per la morte del Granduca Ferdinando III.

Per ciò che riguarda il Palio di agosto, invece, questo fu più volte anticipato o posticipato al giorno festivo più vicino al 16 o, tra gli anni ’60 ed ’80 del secolo, corso il 15, in sostituzione delle corse alla lunga, ormai non più apprezzate dal popolo.

Nella seconda metà dell’800 furono le 3 guerre d’indipendenza a fermare le feste di Provenzano: nel 1848, le 420 lire destinate alla contrada vittoriosa furono donate ai militi impegnati in Lombardia, e la carriera fu poi recuperata l’anno successivo, il 21 ottobre; nel 1859, furono le contrade stesse, interpellate per mezzo delle loro assemblee, a decidere lo stop alla carriera di luglio. Nel 1866 infine, per la concomitanza con la III guerra di indipendenza.

Torna d’attualità quello che accadde nel 1855, quando il Palio non venne corso a causa di un’epidemia di colera e rimesso al 15 agosto 1856. Due giorni dopo venne disputato l’ordinario dedicato all’Assunta.

Nel 1861, a pochi mesi dall’Unità d’Italia, fu istituita, nella prima domenica di giugno, la Festa dello Statuto, per ricordare lo Statuto Albertino del 1848; il Comune, con una decisione che piacque a pochi decise così di anticipare il Palio di luglio e ricollocarlo in tale ricorrenza: nel 1861 si corse il 2 giugno, l’anno successivo il 1°, (e proprio il 1862 è l'unico anno,almeno fino ad oggi, in cui le due carriere si disputarono in giorni diversi da quelli canonici, visto l'anticipo del Palio di agosto al 15). Dal 1863, fortunatamente, si tornò alla normalità. Ma il rinvio del Palio più famoso si ebbe senza dubbio nel 1887. A quella carriera furono invitati i reali Umberto I e Margherita di Savoia, ma il re, a causa del protrarsi dei lavori parlamentari, non avrebbe potuto abbandonare Roma il 2 luglio. Così fu deciso di rinviare il tutto al giorno 16 ed i grandi festeggiamenti posti in essere furono assai graditi ai Savoia che, per ricambiare la stupenda accoglienza, conferirono alle contrade, attraverso la loro consulta araldica, i simboli sabaudi da apporre negli stemmi. Il 1896 fu un anno paliesco sui generis: corso regolarmente il Palio di luglio, quello ordinario di agosto fu spostato al giorno 25 per celebrare il passaggio a Siena dell’VIII corpo d’armata. Il 16 agosto fu comunque disputato un Palio, considerato però straordinario. Vale la pena ricordare come, in quel 1896, si corse pure un quarto Palio, il 23 settembre, per festeggiare l’inaugurazione del monumento a Garibaldi della Lizza.

Passando infine al ‘900, oltre al già citato caso del triennio 1908/1910, si registrano lo spostamento del Palio di agosto del 1900 al 9 settembre per il lutto nazionale seguito all’omicidio del re Umberto I, avvenuto a Monza il 29 luglio, le interruzioni tra il 1915 ed il ’18 e tra il 1940 ed il ’44 dovute alle due guerre mondiali. Dal 1945, salvo rinvii per maltempo o per oscurità, il Palio di luglio si è sempre disputato nella data canonica del 2. Il 2 luglio ed il 16 agosto 2020 si potrebbero scrivere due nuovi capitoli di storia paliesca.

Davide Donnini

Si ringrazia Orlando Papei per la gentile collaborazione.

Foto tratta da www.ilpalio.org

 

 

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