STORIA DEL PALIO: LE CARRIERE ORDINARIE DISPUTATE IL 18 AGOSTO

News inserita il 17-08-2026 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Quando si è corso per l'Assunta con due giorni di ritardo.

Quello che si correrà domani sarà il quarto Palio ordinario della storia che verrà disputato il 18 agosto. In tale data si sono poi corsi, soprattutto nel XIX secolo, molti altri Palii considerati straordinari come quelli tra cavalli scossi alle perette, quelli con tutte le contrade e quelli alla romana. Dei precedenti tre ordinari, solo quello del 1976 fu spostato di due giorni per maltempo, gli altri, rispettivamente nel 1822 e nel 1833, vennero rinviati non a causa di problemi meteorologici ma per motivi molto più venali.

Era solito, infatti, nella prima metà dell’ottocento, posticipare la carriera alla prima giornata festiva disponibile per favorire un maggior afflusso di forestieri in città. Il Palio del 18 agosto 1822 fu vinto dalla Torre con un fantino esordiente ma che possiamo considerare una vera e propria meteora della Piazza, Giovan Battista Lanini detto Mugnaino che due anni dopo era già sparito dai radar del Palio. La carriera, alla quale assistette il Granduca Ferdinando con tutta la famiglia reale, ebbe un finale abbastanza caotico e beffardo per due contrade: a pochi metri dal bandierino, spostato per l’ occasione sotto il Casin dei Nobili per onorare gli illustri ospiti, erano in lotta il Montone con Brandino e la Pantera con Serafinaccio. Accadde però che il mortaretto fu scoppiato con largo anticipo, ingannando i due fantini che rallentarono i loro barberi. Di questa topica generale Approfittò Mugnaino che si aggiudicò un Palio insperato. Nel 1833 vinse la Lupa, grazie al guizzo finale del cavallo. Il suo fantino, Pipistrello, era caduto al primo San Martino assieme a Ghiozzo della Giraffa. In testa c’era il Bruco con Giacco che vide sfumare i sogni di gloria all’ultimo Casato quando fu sorpassato sia dallo scosso della Lupa che da quello della Giraffa che aveva sin lì contenuto. Venendo più vicini ai giorni nostri, saranno molti a ricordarsi del Palio del 18 agosto 1976 che, sin dalla tratta, visse del dualismo Bruco Civetta. La sorte mandò Rimini in Via del Comune e Panezio nel Castellare. Le due contrade si contesero Aceto, che preferì Panezio, così nel Bruco fece il suo debutto Mauro Matteucci detto Marasma. Il Palio fu entusiasmante: il Bruco uscì primo dai canapi ma a San Martino passò la Tartuca con Quadrivio e Canapino che però cadde. Lo scosso proseguì in testa fino al successivo San Martino dove si assistette ad un doppio colpo di scena: Quadrivio andò a dritto e Marasma cadde, lasciando Rimini solo in prima posizione, seguito da Aceto che si era liberato dalla morsa di Liscio nel Leocorno. Al San Martino finale, quando i brucaioli sognavano già la vittoria, la svolta: anche Rimini si rifiutò di girare e per la Civetta la strada per la conquista del drappellone a “fumetti” di Bueno fu spianata. 

In sole due occasioni, (e vogliamo vivamente sperare che tali restino ancora per diverso tempo…..), anche in quel caso straordinarie,  si sono corsi Palii il 19 agosto, nel 1818 su volere del “solito” Granduca Ferdinando, e la carriera alla romana del 1894.

Davide Donnini 

Foto www.ilpalio.org

 

 

 

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