Le due contrade hanno realizzato il bis di vittorie a pochi anni di distanza.

Passando ad esaminare le contrade che hanno realizzato un solo cappotto, oggi ci occuperemo di Nicchio e Bruco. L’anno magico per la contrada di Via dei Pispini è stato il 1834 ed il protagonista assoluto del doppio trionfo fu il fantino Giovanni Brandini detto Pipistrello. A luglio Pipistrello condusse al successo il forte morello dello Iacomi, già vincitore nel ’33, e che il Brandini aveva già montato in entrambe le carriere dell’anno precedente, costituendo così un’accoppiata ben affiatata che dominò la corsa.

Pochi anni dopo, nel 1842, fu il turno del Bruco, che compì l’impresa con lo stesso barbero, il morello del Riccucci, e lo stesso fantino, Figlio di Bonino. Nella carriera di luglio, corsa il 3 poiché domenica, si alternarono al comando diverse contrade: da prima la Torre con il cavallo favorito, il cui fantino, Gobbo Saragiolo, cadde al secondo giro, disarcionato dalle nerbate del fantino dell’Oca, Campanino, che prese così la testa, cedendola solo nell’ultimo giro al Bruco. In questo Palio accadde inoltre un episodio che provocò, a partire dall’anno successivo, una modifica nell’usanza di correre la prima prova subito dopo l’assegnazione dei cavalli. Il barbero dell’Onda non curvò alla prima curva di S. Martino ed andò a sbattere nello spigolo di una bottega, subendo conseguenze nefaste. La colpa dell’incidente, oltre alla mancanza dei materassi, ancora assenti a S. Martino, fu data alla difficoltà di reperire nell’immediato una monta idonea al cavallo appena assegnato. Fu così disposto che i cavalli venissero assegnati la mattina senza far prove fino al pomeriggio, per dar tempo alle contrade di “meglio prepararsi per correre”. Anche ad agosto il Palio fu rinviato a causa dell’acquazzone che si abbatté su Siena il 16, e che proseguì fino alla mattinata del 17. Le condizioni del tufo erano precarie e ciò condizionò lo svolgimento della corsa, definita da un cronista dell’epoca mediocre a causa delle tante cadute. Data la mossa partì prima la Civetta, con il morello del Bagnoli e Prete, che la mantenne per un giro e mezzo venendo superata prima dall’Onda e poi definitivamente dal Bruco che si involò così verso la seconda vittoria nel giro di pochi giorni.
Davide Donnini





































