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STORIA DEL PALIO: FANTINI EROI O ASSASSINI? (SECONDA PARTE)

News inserita il 16-07-2020 - Palio - Rubrica Storia del Palio

Le avventure di Beppe Lordo, Toto e Alisè.

Proseguendo la nostra carrellata tra i fantini dei secoli passati, più noti per le loro malefatte che per le imprese sul tufo, possiamo notare come alcuni di essi possono essere raggruppati nella categoria dei piccoli delinquenti per fame o per necessità. Giuseppe Franci detto Beppe Lordo (ignoriamo volentieri il motivo di un così sopraffino soprannome….) fu protagonista, nel 1815, di un evento che, seppur in piccolo, possiamo paragonare all’assalto ai forni di manzoniana memoria, provocato da un improvviso ordine da parte delle autorità di requisire, per scopi militari, tutti i barrocci, con la conseguenza che i venditori di frumento non poterono più raggiungere Piazza del Mercato. Questa assenza, unita allo spargersi di voci infondate tra il popolo circa l’aumento del prezzo del pane, fu la scintilla che fece scattare la corsa ai depositi di grano che furono presi d’assalto dai cittadini. Tra di essi, fu individuato pure il nostro Beppe Lordo che, prima di diventare saccheggiatore di frumento fu pure fantino di Piazza, disputando però solo una carriera, quella del 16 agosto  1799 nel Drago. Rimanendo nell’ambito di ladri e saccheggiatori, possiamo ricordare un personaggio che, probabilmente, il mestiere di fantino lo sognava sin da piccolo: Antonio Tanzini detto Toto. Il suo sogno alla fine si realizzò, in quanto Toto disputò 5 carriere tra il 1853 ed il 1862, 2 per la Giraffa e 3 per il Drago. Ma la sua esperienza in Piazza poteva avere inizio molto prima, precisamente nel 1842, quando la dirigenza del Montone lo notò ad una corsa ad Abbadia e lo ingaggiò per correre il Palio. Preso dall’entusiasmo, il Tanzini si presentò a Siena nei giorni precedenti la carriera di agosto, dimenticandosi però che sopra la sua testa pendeva un’ordinanza di divieto di abbandono della residenza a seguito di una condanna per furti vari e rissa. Intercettato dai carabinieri nel centro senese, il buon Tanzini fu arrestato e condannato a 15 giorni di carcere, con buona pace del capitano del Montone che, rimasto senza monta, dovette rimpiazzarlo con Baule, anch’egli elemento ben noto alle forze dell’ordine in quanto implicato in furti e segnalato per ingiurie nei confronti delle autorità.

Della vita di Niccolò Sampieri detto Alisè conosciamo ben poco; sappiamo però che egli ebbe il suo momento di gloria nel Palio di agosto del 1733. Il 13 agosto infatti,durante le operazioni di tratta,  Sampieri ebbe la bella idea di saltare in groppa al cavallo appena assegnato alla Chiocciola, spingendolo ad alta velocità tra la folla. Alcune persone furono investite dal barbero al galoppo ed un uomo morì per le gravi ferite riportate. Ma, anziché finire in galera, incriminato di omicidio, il Sampieri ottenne come premio il giubbetto della Chiocciola, per la quale, la sera del 16 agosto, riuscì a conquistare una splendida, quanto impensabile vittoria.

Davide Donnini

Foto www.ilpalio.org

 

 

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